La disoccupata organizzata
Eccomi qua, felice e operativa nella mia nuova situazione di disoccupata organizzata. Oggi sono stata felicimente impiegata nella realizzazione del mio curriculum ( una paginetta di word) e nello spulcio di giornali quali bric and brac e fiera città con tanto di pennarello in mano, prima di cominciare la session annunci su Internet. E così tra annunci di massaggiatrici e richieste di operatrici del telemarket capisco che forse posso anche aspirare di più che a un posto da segretaria di una ditta edile ma intanto qua si deve lavorare perchè da oggi ufficialmente smetto di essere una mantenuta e prima di poter partire alla volta della metropoli qualcosa di soldi devo pure metterlo da parte. Ora vi lascio che devo chiamare a un'agenzia investigativa che cerca una segretaria...
Scene di laurea
La cosa bella di quando ti laurei è il giorno dopo. Ti resta la festa da fare, i regali da ricevere e la casa piena di fiori manco avessi partorito e ormai i mazzi sono anche nei bicchieri. Un poì sembra anche un matrimonio, tipo quando sono scesa di casa al braccio di Jaffa con la macchina che ci aspettava sotto. La macchina appena ritirata dal carrozziere, coi pezzi attaccati con la colla pritt per la fretta che non potevi andare a più di 80 all'ora. Una cosa utile per il matrimonio l'ho anche imparata: mai ridursi alla mattina per il parrucchiere. Soprattutto se devi fare colore e colpi di sole. Arrivi a mezzogiorno che alle 3 ti devi laureare che stai ancora con la cuffia in testa a urlare istruzioni al cellulare come una pazza invasata. Ma mi hanno fatto la messa in piega in tre e alla fine all'una ero fuori. Trucco, vestiti, non trovo il fard! Hai preso il cd-rom? metti il computer nella borsa! Che cappotto mi metto? Oddio mi sento male! Via, si va.
All'univ l'incontro coi miei amichetti mi calma un po'
Ma la vista di quella sedia in mezzo all'aula mi terrorizza alquanto. Ma arriva la commissione e la visione di tre facce amiche su sette mi calma. Il computer dell'univ ovviamento non funziona. Mentre si insidia la commissione colleghiamo il mio al videoproiettore. Ed ecco che a tutto schermo appare il desktopo più scemo che abbia mai avuto. Little twin star con su scritto "we bring happiness from the sky". Roba da vomito. Tutti i laureati discuteranno maneggiano un computer con gli adesivi di Hello Kitty. Bella storia. Va la prima: ha una presentazione in power point piena di grafici, che non finisce più. Io mi sento male, se penso alle mie misere tre schermate. Arriva la seconda con video ridicolossissimo con scritte che sbattono: " sicurezza- trasparenza-chiarezza: tutto questo è URP" a seguire foto di assessori alla sagra del riavulillo e sede del consiglio comunale. La ragazza mette su praticamente un comizio elettorale, recita spudoratamente, sembra che le abbiano inserito una videocassetta nella pancia. Abbiamo capito che hai il posto assicurato all' urp di Francavilla Irpinia, ma per ora, stai calma! Intanto penso che forse un discorso a memoria me lo sarei dovuto preparare. Vado fuori. Penso che potrei anche sbattere a terra da un momento all'altro. Ecco Carmine, anche lui con mega presentazione in power point. Un'altra e poi io. Eccomi.
Per fortuna la sedia l'hanno messa vicino alla cattedra, così non devo stare al centro dell'arena. Col computer me la vedo io. E' il mio e odio quelle scenette della ragazza che discute la tesi e nel frattempo da istruzioni al ragazzo per la presentazione multimediale. Lo saprò pure usare un mouse io! Non credo effettivamente di aver dato il massimo della mia dialettica. Forse avrei fatto meglio a comprarmi uno di quei libri americani tipo "vincere la paura di parlare in pubblico in 10 facili mosse"., ma tant'è che qualcosa lo apparo. Intanto, per dimostrare a tutti come sono calma, mentre parlo comincio a massacrarmi la cuticola dell'unghia e a tirarmi le pelliccine tanto che a un certo punto abbasso gli occhi e mi accorgo che grondo sangue dalle dita. Pulp, molto pulp, pure troppo. Deve essersene accorto anche il caro Tozzi che mi manda a posto. Afferro la tesi macchiando tutta la copertina di sangue ( posso allora dire che sulla tesi ci ho buttato il sangue, più letteralmente che metaforicamente) e torno a posto, molto stordita, molto confusa. Tutti mi dicono brava, ma secondo me si dice per dire, perchè secondo me si poteva dare molto di più e poi tutti dicono " si, ma non si sentiva niente". Meglio così. Prima dei baci, prima di fiori, prima di tutto, il mio ragazzo crocerossino si cura di incerottarmi le dita ( vedi foto) e mandarmi in bagno a lavarmi le mani prima che qualcuno pensi che abbia assassinato il presidente di commissione. E poi fiori, baci e congratulazioni. E foto a matriomonio: con la famiglia, con gli amici, con gli zii, da sola. Mio padre è un invasato della digitale, non la cede a costo della vita, mia nonna si va nascondendo dietro alle colonne per non farsi fotografare. Fuori piove. Gli scenari restano sempre le mura grige di Fisciano. Caldamente rifiuto il book fotografico di 12 foto per la mia laurea a 70 euro. Avrei voluto solo la foto del mio desktop di little twin star poriettato in aula magna. Ma non ce l'ho fatta in tempo prima che il tecnico invasato da tale orrore cambiasse subito desktop. Deve però esserne rimasta memoria in qualche cellulare.
Dopo il tradizionale set fotografico alla "copertina dei bluvertigo" ovvero ognuno guarda da una parte ( secondo PasQ lui non guarda nell'obiettivo dal 1997) arriva il momento della proclamazione. 110 e lode. Qua non è che mi sono tanto emozionata. Voglio dire, lo sapevo,visto il voto di partenza e l'andazzo generale delle lauree in scienze della com. Ancora baci e ancora congratulazioni e ancora fiori. La carovana si dirige poi al bar dove con sommo orrore scopro che non hanno bacardi breezere ma solo campari. Mi tocca brindare alla mia laurea a campari in bicchiere di carta, perchè ovviamente nessuno mi ha portato la bottiglia di champagne da stappare nel corridoio. E va bè.

Nella foto cui a sinistra potete ammirare la miglior coppia di laureati di questa tornata. Lui indossa un elegante completo vintage composto da pantaloni di tweed, giacca con cui il nonno si è laureato in scienze coloniali ( le scienze politiche del fascismo) e cravatta in puro stile impiegato del catasto. Splla con bandiera della Russia e dell' Irlanda. Nella foto non si vedono le scarpe adidas nere, sempre modello vintage. Lei invece è più sul classico, ha arricchito il taiulleur nero con una maglietta fronzolosa rosa e una spilla sbirlluccicosa. Calze rosa e scarpe viola . Un solo orecchio, come Jem la cantante.
A PasQ va anche la menzione di merito come miglior discussione di laurea. Alle sei della sera, con fuori l'imburnire da discusso con in sottofondo un video di sei minuti di musica elettronica con videoclip dei Kraftwerk e dei Massive Attack. Molto molto ambient.
Ieri un solo regalo. Libro da zio Nicola: "L'imitazione di Cristo" con dedica che va riportata:
" Mi piace pensare che il tuo sguardo sfuggevole non si posa mai più per un secondo su una persona per evitare loro la soggezione della profondità del tuo animo. Credo che tu non comunichi mai con gli uomini ma con entità invisibili. In questo senso sei una mistica"
E poi un ultimo sguardo commosso a Fisciano e chi si è visto si è visto.
Che domani mi laureo...
Calma e un po' confusa. Col pennarello in mano mi preparo il discorsetto ma io l'argomento a piacere l'ho sempre odiato. Meglio le domande. E so già che me lo preparo per scrupolo di coscienza ma alla fine improvviserò.Penso che dovrei parlare della metafora delle arche di Lèvy applicata alla blogosfera ma intanto mi compro un wonderbra push up explosion da mettere sotto la giacca che secondo me è più coinvingente. Tento di razionalizzare pensando che solo quello possono mettermi ma intanto penso che forse avrei potuto fare di più. Penso a come farmi i capelli domani e intanto oggi è il mio ultimo giorno da studentessa.
Eccola a voi
Drink Pop è orgoglioso di presentarvi in antemprima mondiale, la sua tesi! Eccola rilegata che sembra l'album dei ricordi della prima comunione

E adesso la pubblicità
E ora che siamo a tre giorni dalla disoccupazione ufficiale mi sembra anche giusto cominciare a preoccuparci del futuro, visto che già mia mamma ha promesso di non passarmi più due euro dal giorno dopo la laurea. E visto che è normale e giusto che uno dopo la laurea debba pensare a mettere su famiglia (O_O) ecco gli annunci google che permettereanno a tutti voi di aiutarci a finanziare il nostro matrimonio trash. Ho calcolato che con dieci click al giorno tra dieci anni mi dovrei riuscire a comprare un abito da sposa da Mimmma Giò Sposa, ma con forse mettendo mia mamma a cliccare come un'automa dietro al computer potrei anche arrivare a pagare le bomboniere. Allora che aspetti? clicca a sinistra e aiuta Jaffa e Camilla a coronare il loro sogno d'amore!
Maledetti anni 90...
Ecco come sarei voluta essere a sedici anni. Esattamente così, bei vestiti, discoteche, trucco e pubblicare le mie foto a tipa splendida su Internet. E invece a casa alle nove e mezza, mi compravo ancora i vestiti alla Benetton 012 e quando era sciopero a scuola mi dovevano legare con le cinghie dell'invicta ai cancelli della scuola per non farmi entrare tanto ero secchiona. E coerente con le mie idee politiche per le quali uno sciopero doveva avere solo serie motivazioni politiche di sinistra. Beata coerenza dei 16 anni. Nell'intervallo leggevo la Repubblica e il Manifesto sola in classe, Beverly Hills l'ho visto due anni fa, il Cioè mi faceva ribrezzo, ho recuperato anni dopo con il Top-Girl. Credevo nell' unico eterno amore, mi crogiolavo nella sofferenza e leggevo Coelo (orrore e raccapriccio!)
Ed ecco voi 2
E dopo la tesi ecco a voi le illustrazioni. Sono o non sono troppo chic? Stampate su carta patinata, una per ogni capitolo, per dare quel tocco in più di fashion and glaumor alla tesi. Che tanto nessuno legge, ma le figure uno se le vede. E i mariti illustratori vanno sempre sfruttati...
Ed ecco a voi...
Riconsegno alla Rete e alle meraviglie dell'open source la mia tesi di laurea. Mica la dovete leggere, questo è solo un atto etico (se qualcuno è interessato alla copia, sono cinquecento euro prego rivolgersi al mio agente. Se proprio siete interessati potete leggere la premessa che sono solo tre paginette.
Ed ecco invece il papiello. Se poi siete così masochisti da volerla leggere vi consiglio almeno di saltare in pieno il primo capitolo!
Ho così compiuto il mio dovere etico, mi ritiro a deliberare sulle dediche. Scusate l'assenza dai vostri bei blogghi, ma questo è davvero critico e superimpegnato!
Un consiglio
Non mettete mai la sveglia con gli occhi chiusi. Con gli occhi chiusi ci potreste rimanere molto a lungo. E rimanere anche a piedi. Bastava allungare la mano sotto al letto e pescare gli occhiali. Ma non li trovo mai. Chi inventa gli occhiali per cecati che vibrano si illuminano e suonano? Piove, devo prendere treno+ pullman. Maledetto Motorola. Fosse stato il solito mattoncino Nokia la sveglia a occhi chiusi la sapevo mettere.
Frenetici momenti di panico
Vi capita mai di avere momenti di paranoia quando siete un po' bevuti e fumati? Ecco, io stasera mentre tornavo a casa col motorino ero convinta che il camion della munnezza mi stesse inseguendo e che i monnezzari mi avrebbero violentata tra le buste della munnezza.
Conclusioni e ringraziamenti, premesse e dediche
Ecco, ho allineato ben bene tutti i margini, ho giustificato l'allineamento, regolato i rientri. Mi mancano solo uniche parti che tutti leggono, dediche e premessa, conclusioni e ringraziamenti. I ringraziamenti sono facili, la premessa ce l'ho in testa. Ma per le dediche e le conclusioni davvero ho il vuoto cosmico. La mia tentazione sarebbe quella di aprire con un trashissimo "saluto tutti quelli che mi conosco" ma lasciamo perdere. E le conclusioni? io non ce le ho le conclusioni!
Non l'ho capita tanto ma...

E' sempre bello girare per blog e trovare queste cose. Un grazie ai miei amichetti spocchiosetti con l'augurio di capire presto quanto sia bello e rilassante potersi permettere di non dover dimostrare in ogni circostanza la propria intelligenza.
Messaggio a tutti i fiscianesi comunicativi del quinto anno
PasQ ha appena scritto unbellissimo post sullo stile del mio qua sotto. Ora che siamo un pò tutti su questa linea d'ombra che dite di scrivere anche voi qualcosa del genere? Anotnio, Maria, Carmine, Enzo, Nicola, Dèsireè, Sari, Marco, chiunque abbia passato con me dei giorni e degli attimi in quel di fisciano. Mi piacerebbe molto avere una raccolta di questo genere, da rileggere e commuovermi peggio di come ho fatto adesso leggendo PasQ quando avrò 80 anni e sarò piena di dolori per tutto il freddo preso in questi inverni. Me lo fate questo regalo per la laurea? E perdonate questa operazione nostalgia!
Post scritto mentalmente in una notte insonne a due settimane dalla laurea
Primo anno: capelli blu e anfibi viola. Canne fumate sulle scale di sicurezza e cuffiette sempre nelle orecchie. Voglio fare la punkabestia ma non ce la posso mai fare. Definizione di Antonio ( che non era ancora il Sig. Puccio): "guarda a questa, vuole fare tanto la punkebestia ma poi si sente a Nicolò Fabi". Il pullman di Alberto e l'altro lato della cuffia. Macine e Nutella e studiare seduti per terra. Cavicchia mentre fuori faceva buio spiegava la morte, e io ero già innamorata dell'università. Fuori un vento fortissimo e il gelo di Fisciano con le luci accesse che sembra un aereoporto ed era ancora solo un paessaggio postindustriale senza i cuozzi dentro. Primi mesi innamorate persa di PasQ (eh, caro mio, che ti sei perso!)
Secondo anno: sto con Marco M. e il sabato sera mi metto la longuette e me ne vado a ballare il latino-americano nei locali trash dell'entroterra. Lento imborghesirsi. Prati verdi e chiacchere sotto il sole. Scopro Internet e imparo a parcheggiare parallelo al marciapiede. La vita scorre tranquilla fuori ai finestrini della tipo uno bianca di michele il roito, semrpe noi cinque che andiamo a seguire psicologia e tutto mi sembrava andasse bene tra me le mie parole e la mia anima.
Terzo anno: il corso di antropologia mi spiega la vita, nasce "wlemetafore", innamorata di Marco, tutto intorno si coloro e si agita in un modo che avevo dimenticato. Momenti incantati, cristallizzazioni di un attimo. La parola troneggia sovrana sulla vita ignara e muta, nomina sunt rerum, stat rosa pristine nomine,nomina nuda tenemus. Un mondo di vetro. A maggio il crash e nulla sarà come prima.
Quarto anno: il più bello nel ricordo ( gli angoli del presente diventano curve nella memoria , nel ricordo gli scenari prendono il posto dei drammi, che ne resta di tutto il dolore che abbiamo sofferto da giovani?) Una minuscola stanza rosa col tetto spiovente affacciata sul giardino di un convento è pronta a ricomporre la mia vita. Scrivo coi pastelli colorati sui muri e ascolto i canti che vengono dal convento alle sei della sera. La mattina mi alzo alle 10 metto su il caffè e i Marlene Kuntz e mi commuovo con il pulviscolo danzante nel raggio di sole del mattino. Vado all'università per il sentiero di Cappuccetto Rosso e bevo solo Red Bull. Neve che volteggia fuori dalla finestra e Rumore Bianco. Inquieta ma felice. Poi arrivo la prima vera e con lei mister X e allora in quella stanza ci fu spazio solo per mattine tarde odorose di caffè a letto e indolenza del primo pomeriggio. La sera si sentiva l'odore del pane che saliva dalla finestra e facevamo l'amore nel blu della prima sera. La felicità pura e perfetta.
Quinto anno: neve postindustriale fuori dalla finestra al settimo piano di PasilaBole. Guardo i corvi che tagliano in un lampo l'orizzonte fumando e bevendo cioccolata calda. Mi alzo alle tre del pomeriggio che è già buio e mi addormento alle 7 del mattino che è ancora buio. Il giubbino rosso e il Lidl, le strade scivolose e l'odore delle polpette speziate delle mensa. Opastinstila, Junaliankuia, tervettula, moi moi, ravintola, mina olen Camilla, corso di finlandese. E tornare e trovare che ormai fisciano non appartiene più. Notti a tirare su con naso e a tentare di studiare economia sulla poltrona a fiori,intorno a te l' università è cambiata, è affollata, è chiassosa, piena di mazzamma (n.d.t.: folla di giovani cuozzi, zari, tamarri, come sii dice in Padania?). La ritrovi solo alle sette della sera, con poche luci accesse e le signore che spazzano via l'immondizia lasciata dall' orda di barbari. Lasci uno sguardo nostalgico alla fontana che quando sei arrivata ancora era in costruzione, ti stringi nel cappotto che il freddo è sempre uguale e ti avvii alla macchina sola nel parcheggio.
Venti euro
Se guardate tutte le puntate del mio bloggo saprete bene che il mio trash-lavoro saltuario è fare la pompeiana. Fare la pompeiana è davvero un lavoro molto trash: consiste nel mettersi due pigne d'uva in testa, un tunica bianca con un peplo rosa di tre taglie più grandi di te che non sei certo poppea e animare i viaggi di lavoro di cinesi cinquantenni sbavosi. Ovvero danzare armoniosamente intorno a loro, sorridere loro in maniera misteriosa e guidarli in cacce al tesoro volute dall' azienda per testare il loro spirito di squadra. Caccie al tesoro da svolgersi nei luoghi più improbabili come in mezzo agli scavi di Pompei o in mezzo Capri. Il mio compito in questi casi è far sì che nessuno si sperda in mezzo agli scavi o, più probabile, nessuno si sperda in qualche bar con una pinta di birra. Perchè giustamente questi si rompono altamente il cazzo di fare ste stronzate di caccia al tesoro. Ma questa è un'altra storia.
Il fatto è questo: sabato dunque ero in pausa pranzo nel bar sozzissimo che sta nella stazione della circum di Pompei Villa dei Misteri. Mi ero tolta il tunicone e la pigna d'uva e placidamente mi fumavo una sigaretta fuori alla stazione con jeans e maglione quando ecco che mi si avvicina una macchina. In quel momento realizzo che non era esattamente il più ingenuo degli atteggiamenti fumarsi una sigaretta sul ciglio della strada a Pompei Villa dei Misteri. Si abbassa il finestrino e un muratore di mezza età appena uscito dalla fatica, con ancora addosso i panni sporchi mi fa:" Glià, j'amm a fa' 'na chiavata" (trad per i padani: Dai, andiamo a trombare). E io "No!" ( tono di voce indignato) E lui: "Ma je t'pavo! T'rong vint eur" (t.p.p.;guarda che ti pago! Ti offro venti euro") E io ( ancora più indignata): " Ho detto di no!" Pensando:" ma vir a stu strunz! Vint eur! manco una spaccimma di maglietta in saldo mi ci accatto con vint eur!" ( ma guarda un pò a questo stronzo! Venti euro! Manco uno schifo di maglietta in saldo mi ci compro con venti euro). E così pensando torna a rifugiarsi nel bar.
E ancora pensa: " Se mai sarò una puttana, solo di alto bordo. Venti euro, ma guarda un pò a questo!" .Venti euro! Se vado a fare la lavapiatti guadagno di più!
Trashy-mission compiuta
E fu così che in una tipografia in un portone di una traversa di mezzocannone trovai la copertina trashy dei miei sogni. Rosa uguale a quello dello sfondo del blog. In tela purtroppo, non l'avevono in similpelle. Ma è davvero rosa che più rosa non si può. Che dite, le scritte argentee?
Per una copertina trashy
E ora comincia la parte migliore del laurearsi, dopo il vestito è la volta della scelta della copertina e della dedica+ringraziamenti.
Missone numero uno è trovare una rilegatura che sia sufficientemente trashy. Fu così che mi recai nel luogo deputato alla rilegatura tesi dove mi accolse gentilemente un uomo vestito secondo gli ultim trend dell' autunno-inverno 77-78 in un negozio che ricordava per vivacità una sede della Democrazia Cristiana. Da me solleccitato mi propose il suo ricco campionario di colori: dal blu Rocci ( vocabolario greco-italiano) al bordò Castiglione ( vocabolario latino-italino) per passare a un verde sciorda virando verso una marrone cacchetta. Timidamente ho azzardo un: " io veramente la vorrrei rosa". Sguardo sconvolto del tipo. "Beh, non ho mai visto una tesi di laurea rosa, abbiamo solo colori istituzionali, Devi andare a Napoli a comprare la tela e io poi te la rilego". Sabato allora spedizione a Napoli. Che mica posso rilegare in blu scuro con scritte oro! Qua ci stiamo a laureare in scienze della comunicazione, mica in giurisprudenza! E poi il colore della copertina è l' unica cosa che sicuro vedono tutti!
Update notturno
Effettivamente come dice w.z. ( non te offendere se non ti linko ma è troppo faticoso in questo momento!) i la copertina rosa è davvero troppo sobria, ma è il prezzo del compromesso da pagare alla società. Ma i miei sogni trash sono ben altri..
1) copertina in velluto rosa cangiante con scritte in raso viola, filo di perle a lato e segnalibro in raso dorato. Pagine patinate profumate di chanel n5
2) tesi chiusa in un cuscino gonfiabile a forma di cuore con il titolo scritto sopra che si può poi anche usare come pratico cuscino poggiatesta nel vasca da bagno e come simpatico galleggiante che ti aiuta nei tuoi esercizi di acquagym.
3) Tesi chiusa nel cellophane con in allegato a soli 4.90 € in più la maglietta drink pop e un campioncino di detersivo per il bucato a mano. ( visto che la maglietta tiene l' adesivo pezzotto che si fa con la stampante e poi si stira mica può andare in lavatrice!)
4) Tesi con in copertina hellokitty col tocco di laurea che quando si apre parte la "happy birthaday to you" versione midi.
5) Tesi di 350 pagine contenente solo questa frase: " questa è una tesi di laurea, questa è una tesi di laurea, questa è una tesi di laurea..." Ringraziamenti e dediche a parte, ovvio.
6) tesi che se te la leggi dopo 7 giorni muori
7) tesi con dvd in allegato con camilla vestita da jem la cantante che canta i più grandi successi televisivi degli anni 80.
Se avete altre idee...