Santa subito
E' con profondo sconcerto e tristezza che questo blog apprende ora, tramite Daniele di Freak Out della morte di Concetta di Palma, meglio nota come Concetta Mobili, grande e immortale mito trash. La grande commerciante di Casapulla lascia così un vuoto incolmabile nei nostri cuori e nei migliori palinsesti locali dove ci allietava con le sue irrestitibili televendite dove tante volte è stato ospite il famoso cantante Mario Merola. E l'Ave Maria cantata in chiesa da Merola durante il matrimonio era il più quotato gagdet che Concetta offriva a chi avesse comprato i mobili da lei, insieme alla cadillàc. Grande comunicatrice era stata più volte ospite al Maurizio Costanzo Show e da Chiambretti, dove si era fatta apprezzare per la sua verve verace.
Alla sue spalle lascia una fiorente attività commerciale e uno stuolo di fan inconsolabili. Mario Merola ora canterò l'ave maria al suo funerale
Questo blog promuove un minuto di raccoglimento e preghiera in sua memoria.
Le avventure della piccola grafica dilettante
Fatto sta che oggi Camilla si sveglia con le migliori intenzioni di farsi un bel template nuovo per il suo blog che sia pop, glam e sufficientemente trash. E soprattutto leggero. Allora ecco che apre Fireworks come vede sempre fare quando si fanno i template e comincia. Comincia e cominciano i suoi seri problemi con le dimensioni e le proporzioni.
Arrivate a queste impasse i pensieri sono tre:
1) Amoooore? ma oggi pomeriggio mi aiuteresti a fare il template per il blog? (ovvero tu me lo fai e io leggo ad alta voce brani del manuale della sposa cristiana buttata sul letto)
2) Ma che me ne fotte del template e del blog? io devo pensare a come diventare ricca e dominare il mondo!
3) Ma non me lo posso scaricare da Internet un bel template per blog? Ma perchè i template di templatextutti sono tutti così tremendamente pacchiani? Ma le loro designers hanno tutte 15 anni? Ma come fanno a sfornare ogni settimane template col malefico topo detto diddle infrascati peggio di un cofanetto di intarsio sorrentino? Lo so che questo da là proviene, ma sento il dovere morale di avvertire che i template di templatextutti sono quanto di più kitsch la mente umana possa concepire.
Detto cio' vi lascio perchè devo fare una telefonata.
"Pronto? Amooore? ma che vogliamo fare oggi pomeriggio?"
La retta via
Come alcuni di voi avranno notato da circa un paio di mesi non frequento più con la solita frequenza e il solito ardore le pagine blogger e in particolare la mia. Ciò in seguito a vari eventi che stanno modificando il corso della mia vita ma soprattutto in seguito all'illuminazione e dalla redenzione spirituale che è subentrata in me nel momento in cui astistetti dal divano di casa alla morte di Giovanni Paolo II e all'elezione di Ratzinga. Tali eventi hanno fanno rinascere la mia anima di cattolica preconciliare e ora prego il Signore affinchè non faccia cadere il Ratzinga nella tentazione di "operazioni simpatia" ( anche se mi sembra che così abbia cominciato) e lo faccia adempiere presto ai suoi doveri di difensore dell'ortodossia. In particolare spero che zittisca tutti i coretti dei papa-boys e delle loro odiose chitarrine con canti gospel e battiti di mani in chiesa e riporti la santa autorità dell'organo con canto gregoriano e messa in latino.
In questi giorni di rinnovato fervore religioso vorrei affidare alla rete e in particolare alla riflessioni di voi giovani donne peccatrici use girare per la rete alcun "istruzioni per la sposa cristina" riportate dal santo libello "A te, sposa cristiana"di M. Vincenti e che porta in terza di copertina tale dedica: "All'amata sorella Camilla dava in ricordo Suor Evelina- 23.11.1947".
Oggi vi propongo: I principali nemici della sposa cristiana:
1) La moda
" Guardati o sposa cristiana dal cadere sotto un dominio che potrebbe renderti schiava rubandoti alla famiglia e al dovere...Nel tuo abbigliamento non dimenticare che sei donna, sei sposa, sei madre e soprattutto sei cristiana.
Sei donna: la tua più verace bellezze è il pudore, la riservatezza, la modestia. Il tuo passaggio al mondo non deve essere un incentivo al male, non deve suscitare sentimenti malsani. Dietro di te si deve sentire il profumo della virtù.
Sei sposa: il tuo corpo non deve essere esposto al cupido sguardo di chi lo può profanare
Sei madre: devi mostrarti ai tuoi figli come colei che il simbolo tra la purissima delle donne: Maria Vergine
Sei cristiana: il tuo corpo è tempio di Dio. E le cose sante, come il tabernacolo sono gelosamente coperte per sottrarle a ogni sguardo profano.
2)Le letture frivole
Il secondo nemico in cui la sposa cristina può facilmente imbattersi è costituito dalle letture frivole. Tu sposa cristiana cercherai nella lettura un aiuto per conoscere sempre meglio i tuoi doveri,uno sporonamento alla perfezione e talora un innocente sollievo. A tal fine prescriverai da te quei libri e quei giornali che direttamente o inderettamente ledono la nostra fede o mancano le leggi della purezza e della santità cristiana; tutti quei libri chimerici che alla ragione non dicono nulla e s'indirizzano invece all'immaginazione e ai sensi. La lettura di certi romanzi piccanti è nociva anche per gli adulti: si intendono per romanzi quelle pubblicazioni in cui l'amore licenzioso ha la parte principale e i cui personaggi vivono un'esistenza falsa ed esuberante, in mezzo ad avventure viziose, descrtitte con la più viva seduzione.
Che esempio può dare ai figli la vista di una madre intenta alla lettura di un romanzo?
Non dimenticare che le uniche letture fruttuose sono quelle fatte sui libri di formazione alla vita di pietà o ai propri doveri di stato, sulle vite dei santi e soprattutto sul S.Vangelo.
3) I divertimenti
La sposa cristiana deve concepire il divertimento nella sua funzione di "legittimo sollievo" tu perciò escluderai quei divertimenti che non sono consoni alla tua dignità di sposa e alla tua femminilità. Perchè il divertimento giovi davvero all'anima e al corpo deve essere prima di tutto lecito: non deve ciò andare contro la legge di Dio e della Chiesa e non deve essere pericoloso per l'anima. Attenzione perciò a certi cinemi, a certi teatri, fuggili senza pietà. Attenta ai balli in genere e specialmente al ballo quale oggi è concepito, perchè espone a gravi pericoli morali. Attenta a certe audizioni radiofoniche che offrono talora operette morali assolutamente da proscriversi.
Il divertimento inoltre deve essere moderato. Esso non è lo scopo della vita, ma solo un mezzo per riprendere vigore e compiere sempre più fedelmente il proprio dovere. E allora deve essere di tale natura e durata per cui sia sempre facile staccarsene completamente per riprendere il lavoro senza malavoglia. Finalmente il divertimento deve essere meritato: quando hai impiegato il tuo tempo eseguendo a puntino i tuoi doveri puoi prenderti il meritato riposo, perchè solo allora il sollievo non sarà un furto ai tuoi doveri di madre e sposa.
Meditate su tali parole, ragazzuole mie.
La visione di Amici può provocare gravi effetti collaterali

Altro che Kledi e Anbeta...
Per una serata Easy to Listening
Il Photos è il locale della bella gente a Sorrento: light food e long drink, musica chill-out e atmosfera longue per vivere la notte. Divanetti bianchi, proiezioni alle pareti e luci basse.
Io non ci sono mai andata. Tante volte c’è stato qualche esponente di spicco del panorama unground sorrentino mio amico che esponeva o suonava ma io là dentro non ci sono mai riuscita ad entrare. Cioè, noi partivamo per andare là ma poi appena girata la curva di piazza Tasso e visto la varia umanità che stanzionava fuori e le porche parcheggiate sul marciapiedi giravamo e andavamo a finire da Tonino: junk food e bubbazza, cd appezzutato del festivalbar e atmosfera tammara per vivere la notte. Sedie di plastica a cinque centimetri l’una dall’altra in bilico sul ghiaietto, pagliarelle e teli di plastica a fare le pareti.
Ma stasera il Photos doveva essere affrontato: c’era la presentazione del cd esay to listinig di Nicola, miglior amico in carica di Jaffa e non potevamo fare che gli dicevamo “no, guarda noi al Photos non ci possiamo entrare”.
Allora armati di forza e coraggio ci beviamo due drinketti da Tonino e con scarsa determinazione ci avviamo al Photos resistendo addirittura alla tentazione della serata karaoke al risto-pub covent garden con sull’altro maxischermoi video di Dee-jay television.
Parcheggiamo Carlotta, il nostro (ex-mio) honda sky 8 anni di vita, pittato con le bombolette 6 anni fa e ora tutto scagnato e con lo scudo davanti mezzo rotto a cento metri di distanza e con finto passo disinvolto ci avviamo alla tana del nemico.
Ed ecco fuori la prima spasa di ricottelle con in mano un gin lemon e nell’altro una marlboro light che fanno finta di divertirsi stando là fuori con la faccia sostenuta.
C’è un po’ di calca fuori e io a un certo punto mi ritrovo circondata a fianco di una fasciata in un tubino di pizzo nero con collana e bracciale di perle alta un metro e ottanta, tacco a spillo dieci, capello trucco che manco a Capodanno. Io con adidas rosse disastrate, jeans bracalone che scopa a terra e lascia scopa a terra e lascia scoperti cinque centimetri di mutanda arancione, cravatta rossa con su appuntata la spilla dei beatles e trucco unicamente composto da un po’ di mascara messo 8 ore prima. Ogni donna sa come mi sono sentita in quel momento.
Nonostante tutto oltrepasso il buttafuori con sguardo fiero e consapevole che la mia spalletta di Yellow Submarine è nettamente superiore. Entriamo e veniamo sommersi dall’accozzaglia di profumi. Entriamo e veniamo sommersi dal disagio interiore. Entriamo, decidiamo che non vogliamo spendere dieci euro per un drink che ci andrà pure storto magari bevuto facendo finta di parlare con un tuo vecchio amico di adolescenza senza sapere che dire dopo“ Come va? Tutto a posto? Ho saputo che ti sei laureto, complimenti” Entriamo salutiamo usciamo. Il tutto sarà durato un minuto. Tremendo. Non voglio mai fare la pr. Non voglio mai fare vita mondana. Voglio passare la mia vita sul divano a mangiare la pizza e vedere film horror in dvd. Al massimo possiamo andare al Covent Garden.
La banda del sonnifero
Dopo la banda delle autoradio che sconvolse e scioccò il paese rubando nottetempo autoradio alle auto parcheggiate una nuova banda del terrore invade Sant'Agnello. Il sonno dei suoi giusti e operosi cittadini è ancora turbato dalle insidie del male.
Si dice, si mormora, in piazza si sussurra, ma sui giornali non ne danno notizie, probabilmente perchè il faccione da pappone di Marco Fiorentino occupa tutto lo spazio disponibile. Ed è allora compito di questo blog risvegliare le coscienze civili e tenere informata la cittadinanza su questi loschi giri, dato il vergognoso silenzio della stampa locale.
Da oramai tre mesi la notte sui colli scende tingendo di paura i muri delle case. Da oramai tre mesi nel cuore delle tenebre agisce la misteriosa banda del sonnifero. La loro preda le villette abusive sparse per i colli. Buttano in casa una massiccia dose di sonnifero per sotto la senga della porta o per qualche spiffero che lo zio muratore che ha messo su la villetta in muratura si è scordato di otturare e in tre minuti tutti gli abitanti della casa crollano in un sonno profondissimo. Oppure bussano alla porta e ti buttano direttamente lo spray in faccia che fanno prima e hanno pure già la porta aperta.
Una volta all'interno rubano tutto il rubabile prendono le chiavi della macchina e fuggono verso la notte.
E nessuno riesce ad acciuffarli, Il commissariato di polizia locale sta cercando di contattare Topolino, si sospetta la mano di Macchianera come mente criminale.
Gli uomini che ormai la notte fanno la guardia alle csse giurano di aver sentito bisbigliare nei boschi con un accento non italiano. Si dice che siano albanesi, probabilmente ballerini della Scuola di Tirana.
Quando avevo 18 anni, e sembra molto tempo fa e non lo so se sia davvero molto o poco, amavo particolarmente una frase di Oscar Wilde che diceva:” Ognuno uccide quello che ama”. La tenevo scritta sulla copertina del diario e ne aveva fatto il mio motto. Quando ho smesso di amare il mio primo amore ho smesso di credere a questa frase e arriccio anche un po’ il naso davanti a Oscar Wilde e soprattutto davanti a chi gioca a fare il decadente. Categoria che mi è venuta ampiamente a schifo. Ma questa frase non la riesco a falsificare completamente, in un modo o nell’altra sfugge da qualche parte e me la ritrovo in cento sfumature. E’ come il distacco e quella specie di repulsione che mi prende, a periodi, verso ciò che produco. Non comprare il giornale dove io ho scritto un articolo perché mi imbarazza leggerlo, non aprire il mio blog perché mi imbarazza vederlo, il fastidio nel rileggere ciò che scrivo per correggere gli svarioni, la paura nel leggere le risposte alle e-mail. E mille piccoli blocchi per non mettersi in gioco completamente, per evitare le prove, per creare distacco. Un rifiuto delle mie oggettivazioni che mi prende a momenti e mi rende complicate, a volte, certe minime incombenze. Come aprire ora splinder per pubblicare ciò.
Ognuno uccide quello che ama, ognuno uccide se stesso, ognuno uccide cento piccoli possibili se stessi, cento volte, ogni giorno.