Ufficio disbrigo catena di di blogsantantonio
Se c'è una cosa che mi piace è rispondere alle domande.
Catena 1
Da Nicoz
Quanti film guardate all'anno? cacchio ne so! mica sto là a contarli saranno sulla cinquantina, contando la media di uno a settimana ( di meno in estate di più in inverno)
Come mi comporto quando guardo un film: mi spaparacchio sempre più sul divano, modello macchia che si allarga e comincio a sventolare i piedi davanti jaffa perchè mi faccia un massagino.
Film che hai visto da piccolo che vorresti rivedere: da piccola non guardavo film, leggevo solo libri perchè ero molto intelligente.
Ultimo film visto: Occhi di cristallo domenica scorsa.
Films preferiti: quelli di mazzate cinesi e quelli di lei che all'inizio è povera e punkettona poi scopre il parente ricco e nobile e allora le fanno fare il corso di bon-ton e lei si prova capelli davanti allo specchio facendo facce strane e poi alla fine c'è il gran ballo dove lei è la più bella perchè è la più spontanea. E gli horror giapponesi. E i film di catastrofi. Quelli sono in assoluto quelli che preferisco. Soprattutto quelli del ciclo alta tensione estivi.Che sono gli stessi da vent'anni e perciò tanto rassicuranti.
A chi passi il testimone: a chi se lo vuole prendere perchè in questo momento mi costa troppa fatica girare per blog, linkare, lasciare commenti e cose così. Non ce la posso mai fare.
Seconda catena
Da Marux ( che se non sbaglio dovrebbe essere addirittura il level one anche se mi pare di averla già letta ieri da qualche parte) Questa è difficile perchè ci sono le regole. Le risposte non devono essere più lunghe di tre parole. Ma io tanto sta regola non la rispetto, perchè dice Jovanotti che nell'ombelico del mondo le regole non esistono esistono solo l'eccezioni e questo è l'ombelico del mio computer.
Che stai facendo? sono in attesa
Che cosa cerchi? una strada
Hai uno scopo? lo sto cercando
Dove ti trovi? a Sorrento
E come vivi? mi arrangio
Di dove sei? della Penisola...
Qual è il tuo aspetto? bionda magra e abbronzata
A cosa pensi? al futuro
Qual è il tuo impegno? non mi applico
Ed il tuo tempo? sufficiente
Che risultati hai? medi
Come va il mondo? una chiavica
Che cosa fai? sogno credendo di pensare
Quando sei in forma? ballo
Innamorata? si
E lui ti ama? mi odia però non litighiamo mai
E che dice il cielo? caldo umido
E la chitarra? le stelle sono tante, milioni di milioni,
Sei felice? nel senso postmoderno
Hai distrazioni? sono sempre distratta
E la salute? migliore di quanto imponga il millodramma
Cosa ti piace? leggere dormire mangiare
Chi te l'ha dato? Marux
A chi lo dai? a chi o' vo
Ma una bella catena letteraria non me la manda nessuno?
Altri complessi
Prima di cimentarmi nell'interpretazione dell'ultima catena di blogsantantonio mandatami (in francese) continuerei tranquillamente ad analizzare i miei complessi. Tanto a questo serve un blog dopo che ti sei scocciata di tenerlo sistemato. (oh! ma vedrete quando avrà il template nuovo che farò quando sarò incinta!)
Allora, dopo i complessi alimentari passiamo ai complessi fisici.
Il mio grande problema sono i piedi. Nel senso che io ho difficoltà a mettere i sandali. Non perchè abbia i piedi brutti. Anzi. Trovo di avere due piedini molto carini e aggrazziati. Solo che mi da fastidio tenerli scoperti. Mi da fastidio vederli. Anche quelli degli altri. Anche in foto. Anche in disegno. Da piccola d'estate le guerre con mia mamma perchè non volevo indossare sandoletti ma solo scarpette. In piena adolescenza questa fobia ha vissuto un momento di acutizzazione in quanto non mettevo neanche le scarpe senza calzini (se per questo a 15 anni non indossavo neanche i vestiti con le bretelline ma solo rigorosamente magliette con le maniche). Ora metto i sandali. Mi piacciono pure. Più in vetrina che indossati. Ma non lo faccio mai con scioltezza. Solitamente di sera e solo se eleganti. E' una conquista di un anno andare a mare con le infradito. Di solito le portavo nella borsa e le mettevo solo in spiaggia. Per quanto mi sforzi difficilmente mi vedrete di giorno girare con un paio di ciabattine.
La sottile decadenza estiva
Ieri sera primo sabato estivo a Sorrento. Apre il blumare, apre il baretto a massa, traffico chiuso in centro, traffico intenso sulle vie intorno. E comincia lento a salire lo stagionale disgusto estivo.
Gruppi di ragazzi in maglietta rosa e rosario sbrilluccicoso sciamano, imbottiti di neovolgarità televisiva. Gruppi di ragazzine arrampicate su tacchi più alti delle loro gambe con il vuoto negli occhi. Arroganza di macchine lustre e potenti. Un mondo di vorreiessereunavelina e di vorreiessereuncalciatore che escono di casa a mezzanotte con la maglietta “Drogheria dell’amore” sciama accanto a quelli che vorreiessereunsorrentinoricco che hanno su la maglietta “Gelateria dell’amore” che arrivano a Sorrento con
Un micromondo che vorrebbe essere il Billionarie fatto di spietate divisioni di casta e censo.
E io d’estate comincio a star mal. E sogno una villa ritirata dove passare un’estate vecchi stile. Il giorno a mare in una spiaggia tranquilla e la sera a guardare le stelle.
Con le magliette rosa Drogheria dell’Amore distanti centinaia di chilometri (quanto so’ snob, eh?)
La scrittura come cura del se'
In questi giorni non è che mi vada tanto di scrivere. Non qua almeno. Sta arrivando l'estate. E io non l'estate comincio a diventare nervosa e asociale. E mi cominciano a peggiorare le idiosincrasia alimentari. Perchè l'estate è il tempo dei panini e dei cibi freddi che a me disgustano. E per l'appunto qua voglio chiedere ai miei venticinque lettori se qualcuno soffre di una cosa simile.
A Camilla fanno schifo
-I salumi. Soprattutto la mortadella e il salame. Se sento solo l'odore della mortadella vomito. Anche la pubblicità mi fa senso. Il prosciutto riesco però a mangiarlo se cucinato e mischiato con altri alimenti. Ma scrivere o pronunciare la parola mi da fastidio. Quando qualcuno li mette a tavola nudi e crudi, soprattutto se avvolti ancora nella carta del salumiere comincio ad agitarmi e vorrei alzarmi da tavola. Mia mamma lo sa e non li mette mai a tavola. Ma quando succede a casa di qualcun altro e non posso alzarmi per educazione comincio ad avere i conati di vomito e cerco al più presto una scusa per alzarmi.
-I formaggi lo stesso. Messi a tavola mi fanno stare male (un po' meno dei salumi) ma cucinati insieme ad altre cose mi piacciono. Sopratutto la mozzarella. L'adoro filante ma una volta all'asilo mi costrinsero a mangiarla cruda e vomitai nel corridoio. Per questo odio le salumerie e ho sempre dei forti problemi ad entrarci per l'odore. E trovo ripugnante il bancone dei salumi e dei formaggi. Ho meno problemi a comprare le vaschette sigillate al supermercato. Ma non potrei mai toccare con mano un salume o un formaggio. Quando proprio devo fare gli gnocchi o cose del genere per tagliare la mozzarella metto i guanti. In genere preferisco usare le sottilette kraft anche se sono meno buone.
In genere non mangio niente di freddo e crudo. Non apro mai con piacere il frigo perchè dentro ci sono brutte cose e un brutto odore.
Bevo il latte solo con il caffè o il cacao ma solo rigorosamente caldo. Il latte freddo non mi fa senso (solo un poco) ma non posso toccarlo.
Non mangio la frutta ma posso bere i frullati di frutta. A parte le banane che hanno un odore rivoltante. Da piccola la frutta mi faceva senso ora riesco a sopportarla. Ma non metterei mai di mia spontanea volontà un cesto di frutta in cucina. Posso stare a tavola con persone che mangiano frutta ma lo faccio a disagio. A parte le arancie e i mandarini. Quelli non mi creano problemi.
Non sopporto la gente che mangia i panini. Quelli di salumeria, non quelli del Mac Donald. Questo mi crea gravi problemi in spiaggia e alle gite. Il momento del pranzo a sacco nelle gite per me era sempre un dramma di immani proporzioni. Per questo cercavo sempre un posto dove isolarmi e non vedere la gente che mangiava.
Tutte le carte oliate mi fanno senso. Ho difficoltà con le cose avvolte nella carta argentata. Ho problemi a gettare i rimasugli di cibo. Non riesco a prepulire i piatti sporchi con un tovagliolo di carta come fanno tutte le brave casalinghe.
Vorrei sottolineare che non ho traumi infantile rispetto all'alimentazione e mia madre mi faceva mangiare tutto. Ma da quando mi ricordo ho queste repellenze. Qualcuno soffre delle stesse cose? esiste una cura tipo quelle pillole che ti fanno prendere il fumo a schifo che però mi fanno passare lo schifo per queste cose?
Lo stupore della prima volta
E' bello a 25 anni fare qualcosa per la prima volta. Oggi per la prima volta ho mangiato un hamburger da McDonald.
Era buono.
Scenari futuri
Stamattina mio fratello, l'adoratore del Dio Thor, parte per l'Olanda. Nel senso che se ne va proprio a vivere là. Tutto ciò significa solo una cosa a casa mia: fame e miseria. Nel senso che tutto quello che di cibo entrava in casa era destinato a sfamare la perenne fame chimica del mio fratellino. Cereali, succhi di frutta, merendine, topi morti: tutto a uso e consumo di mio fratello. Stamattina: "Camilla, ma ora che mangi a mezzogiorno? Quello io cucinavo per tuo fratello, ora ti mangerai quello che mangio io". Mia mamma è allergica a tutto e mangia solo pasta in bianco e pane integrale.
Parte finale e bloggabile di un pippone esagerato che mi sono appena tirata con word
Io da piccola ero di una curiosità invadente. Appena ero sola in una stanza dovevo passare in rassegna tutti i cassetti che c’erano. Frugavo ovunque E ancora adesso datemi un cassetto da esplorare e sono felice. Il mio divertimento in certe sere d’inverno era far cacciare a mia nonna tutto ciò che aveva in ogni singolo cassetto. Fasci di stoffa, borsa di pelle dall’odore fortissimo, gioielli alla naftalina, pacchetti di dieci lire attaccati con lo schoth. E poi le bomboniere. La smania di mia nonna per tenerle ancora confezionate e la mia smania per aprirle ele leggere il bigliettino dentro (come se poi ci potessi trovare qualcosa di diverso da “Giovanni e Maria 2/07/1986). Salivo ogni sera da mia nonna e se non era la sera dello scaratta il cassetto si ascoltavo i racconti della marcia in grecia sulla neve di mio nonno soldato. (quasi tutta la mia generazione ha avuto un nonno soldato con dei racconti di guerra, adesso mi sembra strano che i nonni non raccontino più le storie della guerra mondiale). Poi venne il periodo degli altari. Era un gioco bellissimo: con tavolini da terrazzo, merletti vari, bomboniere di fiori di capodimonte e madonne souvenir di Lourdes e di Fatima allestivo degli splendidi altari di preghiere. La mia preferita era certamente
Altri giochi di casa di Nonna Camilla: il campanaccio che sembrava uscito da uno del pubblico della corrida, ( credo fosse di una pecora massaquanense) il mazzariello con inchiodati e sopra la foto di un qualche sperduto borgo calabro, il ferro da stiro che si metteva il carbone dentro, e il coso (come mai si chiamerà?) per filare la lana. Poi venne l’età che la cosa che più mi faceva pariare di casa di mia nonna erano i gente e gli oggi che le regalava la vicina di casa. ( perché con mio sommo dispiace mia mamma comprava solo la repubblica e epoca) ( che comunque mi piaceva tantissimo “epoca”) ( che poi io a dodici anni avevo la smania dei giornali, accompagnavo mia mamma dal dottore solo perché sapevo che nella sala d’aspetto c’erano i giornali) ( e oggi odio quando sto dal dentista mi chiamano mentre sto leggendo un articolo. Di solito poi quando esco rubo il giornale)