Mission Impossibile
Ok, si ricomincia. Obiettivo: trovarmi un lavoro. Automunita, in possesso di patente b. Disposta a trasferirsi anche a Canneto sul Garda. Purchè mi diate qualcosa da fare. E un po' di soldi a fine mese. L'unica cosa, niente call-center e niente rappresentanze,venidta spazi pubblicitari e acquisizione nuovi clienti. No, queste cose non ce la posso mai fare. Era tutto più facile nell' 800, ecco. Facevo la casalinga e pochi grilli per la testa. Però non mi sarebbe piaicutp tanto lavarmi i capelli con le uova e le mutande con l'acqua dei fagioli. Ecco, forse dovrei sposare un miliardario e come lavoro disegnare una mia linea di biancheria intima.
Riflessioni morali
Io nella mia vita preferirò spendere i milioni di idraulico liquido piuttosto che svuotare ogni santissimo giorno quell orribile raccogli rifiuti che sta in certi lavandini. La poltiglia che vi si accumula è l'antimateria.
Un grande sogno che si avvera
L'altro ieri sera al concerto di Tony Tammaro ho cantato in coppia con lui "U strunz", la canzone di Juau Antoniu Samiuntu, u cantantu du sientimientu. E ho vinto la maglietta di Gioggio Ammani. Sono cose che danno senso a un'estate. Quando apparro 4 euri mi vado pure a comprare la foto dal fotografo (perchè ovviamente Jaffa era troppo incantato dalla mia performance e si è scordato di farmi le foto) e me la appengo sopra al letto.
Pubblicità
I munnezzari: una professione antica e nobile. Da oggi tutti da ammirare: colleziona le miniature e ammira le loro divise riprodotte nei minimi dettagli. In edicola il primo numero della collezione: il munnezzaro napoletano con gilet catarifrangente sopra la canottiera e il primo pezzo per costruire il mitico camion della munnezza. A solo 1.90 €.
Resoconto di una battuta di pesca ( da leggersi con voce rigorosamente alla Fantozzi)
Fu così che i nostri due, annoiati dalla solita vita estiva di baretti e dvd in notturna decidessero di dedicarsi a una sana e alternativa attività. Andare a pescare.
Partirono sul far della notte così attrezzati: due canne da pesca in fibra di carbonio di
Risultato della battuta di pesca:
7 euro spesi per beveraggi vari atti a sostenerli
10 euro per vassoio di rustici atti a nutrire i due pescatori
4 euro per pacco di gamberi congelati da usare come esca
1 pesce saracino (l’ultimo anello della catena alimentare) preso
16 esche mangiate dai pesci
16 smadonnamenti
1 macchina appestata a gamberi per sempre
9 ferite da amo
Google-oracolo
Dai referrers si imparano un sacco di cose utili sul rapporto tra internet e gli italiani. Rapporto che non è poi dei più fulgidi visto che la maggior parte degli internauti sembra non aver capito manco per sbaglio come funziona un motore di ricerca. Cioè quelli sono convinti che tu metti una domanda su google e quello ti da la risposta. Quindi invece di fare il solito post sulle chiavi di ricerca più strane qui oggi compiamo un servizio di pubblica utilità rispondendo alle svariate domande poste al google-oracolo.
Come fare un drink: ci sono degli splendidi libricini sulle bancarelle che in genere si chiamano: 100 cocktail per stupire i tuoi ospiti. Cmq potresti cominciare mescolando 1/6 di trielina, 2/6 di glassex vetri e 3/6 di acqua del porto di Castellammare. Fammi sapere.
Come infilare un tampax: questa la trovo ogni mese e quindi è venuto il momento di dare una risposta ferma e decisa: 1) nella confezione ci sono le istruzioni con splendidi disegni 2) se il tampax è uscito in omaggio dal giornale vai su www.tampax.it 3) sai infilarci ben altro là dentro, vuoi che davvero creda che non sai infilarci un innocuo batuffolo d'ovatta?
Come intrecciare gli scubidù: dopo sesso e e free-porno è certamente scubidù la parola più cercata su internet. Sinceramente non mi ricordo come si intreccino, però ti posso dire che il portachiavi o il braccialetto intrecciato fa troppo anni 90 se hai più di undici anni. Rinuncia.
Come si chiamano gli abitanti di Nola: Nolani (questa era facile)
Come togliere il cerume dalle orecchie: Se non si leva coi bastoncini vuol dire che si è creato un tappo. Allora devi prendere un giornale, piegarlo a cuppitiello, infilarlo nell'orecchio e dargli fuoco. In questo modo il cerume sarà aspirato. E' meglio se ti fai aiutara da qualcuno in tutto ciò altrimenti potresti incorrere in danni ben più gravi del cerume nelle orecchie.
Come vomitare dopo aver mangiato troppo: Due dita in gola e via. Se ti fanno schifo le dita puoi ricorrere a un bastoncino di ulivo come Santa Caterina Benincasa da Siena (1347-1380) che all'uopo beveva anche il pus dalle ferite dei lebbrosi. Cerca un lebbroso.
Come togliere i peli incariniti: Quelli infetti bisogna prima bucarli con un ago sterile e poi tirare fuori il pelo. Altrimenti si può ricorrere a un energico massaggio col guanto di crine, consigliato prima della depilazione per evitarne la formazione. Inoltre, quando si depila l'inguine, nei giorni successivi sarebbe meglio indossare solo culotte per evitare la frizione dell'elastico della mutanda che favorisce la formazione di peli incarniti
Cosa sono i cicoli: Sugna fritta. Alimento completo e nutriente. Consigliato in regimi ipocalorici, apporta il giusto tasso di minerali e vitamine.
Ora basta che mi sono scocciata. Vado a schiattarmi i punti neri sul naso (avvolgere sempre una velina pulita intorno alla dita)
Kill Ferragosto Day
Non so se come festa sia più trash ferragosto o la pasquetta. Credo la pasquetta come tradizione, ma il ferragosto è molto più trash nel suo essere "cafonal". E comunque è anche l'istinto di sopravvivenza che mi prende in questi giorni. Quello di chiudermi in casa con l'aria condizionata a guardarmi le gare di lancio del giavellotto. E che mi spinge al completo rifiuto di qualsiasi attività mondana convinta che non ci sia cosa più trash di andare a ballare a Ferragosto.
Gli chalet a Castellammare
Noi siamo sorrentini, e in quanto sorrentini abbastanza schizzinosi, e in quanto schizzinosi abbastanza diffidenti in linea di massima verso Castellammare. Eppure Castellammare di Stabia (dove per altra parte io ho ampi trascorsi..) è una fantastica città dal divertimento a basso costo, che sempre più stiamo scoprendo (e io riscoprendo).
Prendiamo gli chalet: gli chalet sorgono in quel quartiere residenziale e benestante che è l’Acqua della Madonna, diciamo i vicoli spagnoli di Castellammare. Sono dei "deliziosi" ristorantini coi tavolini affacciati sulle chiare fresche e dolci acque del porto (dove molti giurano di avere visto il famoso pesce a tre occhi dei simpsons). Essi sono composti da: un baracchino che fa da cucina e una ventina di tavoli di plastica. Tutto an plein air. Servono esclusivamente: impepate di cozze, spaghetti a vongole, caponata ( pane duro ammollato nel pomodoro), insalata di polipo e pasta fagioli e cozze. In genere vengono chiusi dall’Asl per motivi di igiene ogni quattro anni, come i mondiali di calcio. Sono tutti a conduzione familiare: moglie in cucina, figli che servono ai tavoli, padre che chiama i clienti dalla strada, nonna che vende i taralli alle macchine, fratocugino che fa il parcheggiatore occupando con le sedie di plastica i posti davanti agli chalet per tenerli per i clienti. Solo allo chalet Annamaria: il più grande, è arrivata qualche polacca. Per il naming abbiamo due tendenze: conservatore e progressista. I conservatori si chiamano Mimì, Immacolata, Annamaria, Marechiaro. I progressisti hanno nomi più trendy, come Il Grande Fratello, Uomini&Donne, Saranno Famosi. Noi siamo clienti affezionati del Grande Fratello ( fra Castellammare e altro entroterra ho contato almeno cinque bar dal suggestivo nome Grande Fratello). Allietano la serata venditori ambulanti con carretti stile discotesca dove i padri comprano le pistole a piombini ai figli. Poi mettono la lattina di Coca-Cola sul muretto del porto e il padre insegna al figlio a colpirla. Là stasera abbiamo mangiato: frittelle di alghe con crocchè, bruschette al pomodoro, spaghetto con vongole e cozze, impepata di cozze bottiglia di vino e limoncello finale per 9 euro a testa. Mentre i sorrentini stavano a bersi il cocktalino pieno di ghiaccio a 10 euro. Castellammare è proprio una grande città.
I have a dream: più blog per tutti
Io ho un sogno: che ogni persona della terra abbia un blog. Immaginate un po' tutte le persone della vita che vi siete lasciate alle spalle, tutte le persone di cui ogni tanto vi chiedete "chissà che fine ha fatto", ma per le quali, per nessuna ragione al mondo, alzereste la cornetta per chiamarle. Invece, se avessero tutti il loro bravo blog, nel più perfetto anonimato si andrebbe là e leggere della loro vita. Ecco: io non trovo giusto, per fare un esempio a caso, che i miei ex ragazzi vengano qua e lurkino. Voglio farlo anche io, ecco. Perciò da queste pagine voglio lanciare un appello alla nazione, un appello ai miei ex: ragazzi, io non vi telefonerò mai per sapere come state perchè siete tutti dei pazzi psicotici, però se vi aprite un blog verrò volentieri a trovarvi e magari vi linko anche in un'apposita categoria.
Le peggiori pasta e lenticchie
Dicesi pasta e lenticchie l'elemento seccante della vita che ti porta a smadonnare, come quando torni a casa da scuola affamatissima e ti trovi pasta e lenticchie per pranzo.
Del tipo: torni a casa tutta sconvolta e trovi nell'ordine:
A) solo un parcheggio parallello lungo si e no una decina di centimetri in più della tua macchina. Converrete che in tali situazioni è impresa altresì ardua eseguire tali manovre senza riportare danni alla propria e soprattutto alle altrui auto (la cara Iridella ormai...)
B) impiegati dieci minuti per tale complessa operazione che ha provocato uno sforzo di concentrazione tale da generare energia pari a un'ora di carica del laptop, tornare a casa e scoprire che non c'erano le lenzuola sul letto. Cercare le lenzuola ed eseguire la macchinosa operazione, tale anche a mente lucida, di infilare diritta una copertina nel copripiumino ( ad agosto io uso la copertina? certamente, io dormo solo a 22 c° mode cool fan low beinfilata sotto la copertina) (tanto alla cervicale sono già condannata da anni di motorino invernale). E cmq se qualcuno di voi ha un metodo infallibile per infilare la coperta nel copripiumino me lo faccia sapere.
c) Scoprire che è finito il liquido delle lentine e che saggezza popolare vuole che dovresti riempire il contenitore di sputazza. Non lo riesco a fare. Però mi ricordo che anche il latte va bene. Vai a prendere il latte. Apri il cartone del latte (operazione non propriamente facile), non riuscire ad aprirlo con le mani, prendere le forbici, tagliare il cartone, far strabornare il latte, macchiare a terra, andare in bagno, riempire il contenitore e spargere latte ovunque. Ma una bella tanica come si usa in America, no eh? ( e cmq a me Dawson che si beve il latte dalla tanica mi ha sempre fatto troppo senso).
Lello&Lina

Loro due sono Lello e Lina, fidanzati da tre anni e prossimi al matrimonio che si celebrerà a Villa Cupido Hotel Ristorante sulle falde del vesuvio, per le vostre cerimoni di classe
Lello ha 18 anni e nella vita ha fatto vari mestieri: schiaucchiettlo di puteca, guaglione del bar, giovane di barbiere ma attualmente sta facendo fortuna con un camioncino dei panini sul Lungomare. Guadagna bene e mette da parte prima che arrivi l'Asl. Si è pure comprato un mezzo 150 con cui porta Lina al mare a Pozzano.
Lina ha 16 anni e ha lasciato la ragioneria al secondo anno perchè il ragazzo era geloso che lei andasse in una classe mista.
Allora ha trovato fatica in un negozio di vestiti al Buvero, solo che pure là Lello era geloso perchè comunque passavo i guaglioni. Allora Lina mo' sta a casa. La mattina fa i servizi ascoltando Gigi d'Alessio e poi fa a fare la spesa in pigiama e pinza per i capelli. Al pomeriggio le piace guardare la televisione, in particolare Uomini&Donne. A giugno voleva andare a fare i provino ad Amici per fare l'attrice ma poi Lello non l'ha mandata.
Quando Lello la vuole fare contenta la porto a fare una passeggiata sul corso a Sorrento e le compra pure il gelato.
(Lina e Lello sono personaggi creati per la festa napoletana di Ilaria, liberamente ispirati dalle canzoni di Gigi d'Alessio)
Delle letture estive
Non sopporto Vittorio Messori. Non si può scrivere un'indagine sull'Opus Dei partendo dal presupposto che "è indubbiamente un opera voluta da Dio". Non che gli scrittori cattolici non possona scrivere libri su fenomeni cattolici. Ma non possono partire dalla certezza storica dell'intervento di Dio. Soprattutto se si presenta questo libro come un'indagine scientifica.
Afferma d'altra parte che l'università dell'Opus Dei di Pamplona sia una delle più prestigiose università al mondo. Sinceramente non l'ho mai sentita nominare.
Ho d'altra parte grandemente apprezzato il libro di Giordano Bruno Guerri "Povera santa, povero assassinio sulla vera storia di santa Maria Goretti. Un perfetto inquadramento storico e uno stile di scrittura molto piacevole.
Un po' ripetitivo Monache di Mary Loven sulla vita delle monache veneziane durante l'epoca della controriforma. Troppi stralci di documenti in dialetto veneziano che rendono la lettura pesante e tutto quello che aveva da dire l'ha detto nelle prime cento pagine.
Come ogni brava blogger ora leggo regolarmente Vanity Fair.
Sto avendo invece una sorta di disgusto per Cosmopolitan. L'immagine di donna che offre (single milanese con un lavoro trendy dedita alla movida e al sesso) è troppo omogenea e ormai logora. E comincio ad odiare le didascalie delle foto tipo:"spero che non mi slacci la guepiere, non ho allenato abbastanza i pettorali" oppure "se allungo le mani dietro la testa il mio seno sembra più grande" ( si fai pure sesso tutto il tempo a braccia alzate, così il tuo ragazzo invece di accorgersi che hai la retromarcia penserà che tu faccia parte di quella setta di india che tentano di raggiungere il nirvana tenendo il braccio alzato per 12 anni e ti lascerà pensando che mica può portare in giro una col braccio sempre alzato). Al contempo sto rivalutando Glamour, più sfaccettato.
Sono una neolaureata in scienze della comunicazione, dinamica, creativa, predisposizione per il lavoro in team
Io sono sempre stata una dalla penna facile, una che non aveva paura del compito d'italiano e alla quale alle feste delle medie facevano sempre scrivere il biglietto d'auguri. Una che nella vita ha sempre pensato che le sarebbe piaciuto scrivere. Ma ecco che il giorno dopo la laurea scopre che c'è una cosa che assolutamente non sa scrivere: le lettere di presentazione.
La lettera di presentazione: flagello del neolaureato.
Ora in una lettera di presentazione uno dovrebbe cercare di muovere la curiosità del responsabile risorse umane facendogli leggere il tuo curriculum e farti chiamare per un curriculum. Secondo le regole dovresti spiegare le tue motivazioni e i tuoi interessi. Ma le lettere di presentazione sembrano tutte essere drammaticamente uguali
Caro signor responsabile delle risorse umane,
sono una neolaureata in scienze della comunicazione alla ricerca di un'esperienza formativa che mi faccia crescere professionalmente nel mercato del lavoro trasformando il mio sapere in saper fare. Sono una ragazza giovane e dinamica, creativa e attenta a tutti i fermenti culturali. Mi piacerebbe crescere in un'azienda giovane e dinamica, ricca di professionisti, come la vostra.
Nella speranza di incontarci per un colloquio conoscitivo
Camilla F.
Ecco. Se io fossi un responsabile risorse umane una così non la chiamerei mai.
Allora comincio a scrivere lettere che sembrano che mi stia candidando per fare la sceneggiatrice di Zelig. Fin ora nè le spiritosaggini nè la formalità hanno ripagato. Devo cercare una terza via...
Delle sensazioni dell’agosto stagnante fuori alla finestra
Due sensazioni mi provoca solitamente agosto: molle apatia disgustata dalle normali attività estive, fremente attesa di un settembre di rinascita, di piogge rinfrescanti, di rinnovato impegno alla vita.
Rinnovato impegno alla vita che si traduceva in nuovi quaderni profumati di carta, pastelli grossi per sottolineare e una penna nera a pennarello da far scorrere sulla carta opaca con piacere quasi libidinoso.
Niente quaderni nuovi quest anno. Quest anno non c’è più niente da studiare, solo un futuro bianco lattiginoso come il cielo di oggi (che pesa grave e basso sull’anima gemente in preda a lunghi affanni). E vaghi propositi. (Andare via? Dove? Per cosa? Perché? Cosa vuoi?)
Persa nel rumore bianco del condizionatore distesa sul letto leggo libri sulla vita delle monache nella controriforma veneziana desiderando quasi che anche per me ci fosse stato un destino già scritto e scelto che non mi avrebbe fatto perdere nel mucchio delle possibilità di troppe strade possibili, troppi interessi e nessuna passione bruciante.
Non apro la finestra della mia camera da una settimana e nell’aria gelida e sterile mi addormento sognando i canti del Vespro.
Rumore di motorini fuori alla finestra. I ragazzi sui motorini cantano quando vanno a ballare.
Otto anni fa anche io cantavo sul motorino mentre andavo a ballare.
(Pronto? Casa di riposo Villa Maria? Volevo sapere se avete limiti di età minima per il ricovero…)