mercoledì, settembre 28, 2005 21:45

Riflessioni sparse dei primi giorni di vita in redazione

-Oggi conferenza stampa sull'assegnazione dei crediti formativi per la laurea in scienze politiche ai giornalisti. In pratica un giornalista professionista si fa tre-quattro esami e si piglia la laurea. Platea di giornalisti che sfottevano i psichelli che fanno scienze della comunicazione perchè da grande vogliono fare "i giornalisti" e fanno i bellilli all'università invece di stare a farsi le ossa in redazione. Camilla alza la manina e dice è cosa buona e giusta dare ai signori giornalisti un bel foglio di carta in simil-pergamena da incorniciare e appendere in salotto per poi farlo vedere all'anziana mamma che dirà che a quel punto, con il figlio laureato, può pure morire in pace, ma è altrettanto giusto dare la possibilità ai laureati di diventare giornalisti, magari senza farli cacciare i novemila euro del master.  Al che mi stavano magnando viva.

-Di  ritorno sull'aliscafo l'orologio segnava le 20.30 e ho pensato che alle 8.30 del mattino dopo avrei dovuto prendere il treno per tornare a napoli. Ho pensato che sarei arrivata a casa alle nove e ho pensato che sarei crollata direttamente nel letto trovando a stento la forza di lavarmi i denti. Ho pensato che io faccio parte di quella categoria di donne che non ha bisogno di un lavoro per sentirsi realizzata.  Spero nel futuro sviluppo del telelavoro.

-L'unica cosa positiva di abitare a un capolinea è che trovi sempre posto a sedere nel treno. E puoi studiare anche l'allineamento finestrino-sedia nei vari posti disponibili, in modo da scegliere il posto più idoneo dove poter appoggiare anche la testa.

-L'hamburger da 1 euro di McDonald è una sola. Non è come nella pubblcità, non ci sono le verdurine! Domani proverò col McToast.

Lanciate al mondo tali storiche affermazioni si avvisa la gentile clientela che visti gli attuali ritmi di vita della titolare queste pagine subiranno sporadici aggiornamenti. Se proprio morite dalla voglia di leggermi potete sempre consolarvi coi miei brillanti e sagaci articoli sulla situazione dell'industria conciaria ovina e caprina in Campania. 

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venerdì, settembre 23, 2005 17:07

La storia delle malefiche scarpette assassine e dell'aura fantozziana di Camilla

Guardate che amore di scarpette. Proprio carine eh? Ballerine basse basse con la punta tonda tonda. Un amore. Basse uguale comode, pensava Camilla. Giovani carine e trendy, proprio le scarpe della perfetta stagista. Così tutta felice del suo acquisto le indosso per andare a Fisciano. All'università di Fisciano. Dove trova le macchine a castello nel parcheggio dell'univ, con smart messe in verticale vicino agli alberi e seicento parcheggiate in bilico sul marciapiede. Ma lei è più furba! Lei dopo 6 anni sa che in questi casi bisogna mettere la macchina in mezzo al paese per non rischiare multe e carri attrezzi. Tanto lei ha le scarpe comode! Può camminare! "Trallalà, trallalà, come è bello passeggiar, in mezzo ai prati, con le scarpette" Trallalà trallalà appena arriva si rende conto delle fastidiose piaghette che si cominciano a formare. Ma per il momento la situazione è ancora sotto controllo. Ma zack! Appena si alza dopo aver riempito tutti i moduli che le servivano si rende conto di avere un'invalidità deambulatoria del 100%. Assolutamente non riesce più a camminare. Le piaghette hanno cominciato a sanguinare. La macchina è lontanissima. C'è una sola soluzione. Via le scarpe. Lei. Lei che non si mette le infradito perchè le fa schifo camminare coi piedi così vicini al terreno. Lei che non cammina a piedi nudi manco a casa sua. E così trallalà trallalà, con le scarpe in mano se ne va a piedi nudi per tutta Fisciano, coi gli occhi piantati bene a terra attenta alle cacche di cane. Ma non può fare a meno di notare come tutti le guardino le scarpe che ha in mano chiedendo che bisogna c'era di levarsi delle scarpe così basse e così tonde. Da oggi in poi solo tacchi a spillo. 

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giovedì, settembre 22, 2005 00:47

La compilation della tristezza annata 95 ( o giù di lì)

Scopo dell’opera è racchiudere in un cd digitale le cassette audio che il tuo ragazzo ti registrava o tu registravi a lui dopo esservi lasciati per la 36 volta ( questi erano momenti sempre altamente melodrammatici).  Si potrà restituire così all’ascolto un’opera di fondamentale importanza nella mia crescita, da ascoltare rigorosamente al ritorno da Fisciano guidando piano e fumando una Camel Light. In onore della cassetta il cd avrà una copertina con su scritto: “ Se ami qualcuno lascialo andare, perché solo quando tornerà da te sarà tuo veramente-Jim Morris” ( secondo i diari giovanili Jim Morris ha avuto una produzione di aforismi superiore a quella di Oscar Wilde.)

Tale compilation è così composta:

 

-Alessandro Mara: Ci sarò
-Alessandro Errico: Rose e fiori

-Michele Zarrillo: L’elefante e la farfalla
-Marco Masini: Cucciolo
-Claudio Baglioni: Fammi andar via

-Massimo di Cataldo: Se adesso te ne vai
-Bon Jovi: Always
-Oro: Vivo per lei
-Laura Pausini: Le cose che vivi

-Antonello Venditti: Amici mai

Dubito fortemente che per ascoltare tale colonna sonora basti una camel light.

 

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mercoledì, settembre 21, 2005 11:57

Question-time

Io odio fare ste domande, ma proprio non riesco a capire. Dove cavolo si uploadano le foto e i video su splinder (anche se mi risulta molto difficile credere che splinder mi faccia uploadare un video a gratis...)? Io vado su "aggiungi" ma mi appare solo la simpatica scritta "upload your video on splinder" . Bah, mi sento una deficiente.

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mercoledì, settembre 21, 2005 11:51

Regola n1: mai dimenticare gli agenti climatici

 Napoli-Tram n1, terminale, piazza della vittoria. Fuori un diluvio stile Katrina con Napoli che sembra Venezia. Io in camicetta bianca e decoltè scamosciate tacco dieci ovviamente senza ombrello guardo fuori considerando se è meglio arrivare in ritardo al colloquio o presentarsi come una concorrente del concorso “miss camicetta bagnata”. E penso “ dove cacchio sono i famosi marocchini venditori di ombrellini che escono dai tombini appena a Napoli viene a piovere?”

 

 

A un tratto un signore fissa la Repubblica che ho sotto braccio, mi guarda e fa: “Io voto Berlusconi”. E io: “Eh, stamattina stevem scars!” E lui attacca: “ Io ho comprato una sola volta quel giornale, è pieno di parole di odio, io sono per una repubblica d’amore, ci vuole un mondo d’amore, non un mondo di odio. Io: “ Ha perfettamente ragione, ci rivorrebbe la Lista dell’Amore di Cicciolina, altro che Scalfarotto”. In realtà mi limito a guardarlo come si guarda un animale allo zoo mentre continua la sua dissertazione, pensando che in altri momenti sarebbe potuta venirne fuori una conversazione molto più interessante.

Arriva la fermata e il giornale dell’odio adempie per minuti due il suo ruolo di riparare la mia al lisciata testolina prima di diventare inservibile. Penso che avrei fatto meglio a comprare Vogue quella mattina, la carta patinata tiene meglio l’acqua. Riparo sotto un tabaccaio, che ovviamente non vende ombrelli essendo un tabaccaio chic. Bestemmio di non essere in zona piazza Garibaldi dove un ombrello l’avrei trovato pure a 50 centesimi e penso che la i marocchini si dovrebbero diffondere meglio invece di lasciare tali vergognosi vuoti di mercato. Sotto il tabaccaio decido che è meglio arrivare con un aspettato da alluvionata piuttosto che in ritardo. Denota tenacia nel perseguire i propri obiettivi. Altri tre metri di bagno e trovo un negozio di ombrelli. 65 euro l’uno. Ma devo fare molta pena alla signora perché mi monta addosso una mantella fatta delle buste di plastica dei vestiti. Efficientissima. Mi salva dalla completa trasparenza. Penso che a Milano nessuna commessa di un negozio chic mi avrebbe fatto una mantella di buste di plastica.

Partita alle 9.30 da Sant’Agnello arrivo alle 12.00 a Piazza dei Martiri con capello liscio ormai arricciato modello “mi stavo asciugando i capelli all’aria”, il mascara colante dalla pioggia che mi ha creato un interessante effetto smoke sotto gli occhi, la camicetta ridotta a una mappina, dentro le scarpe ho la riproduzione in miniatura della laguna di Venezia.

Roba che l’autore di “Guida al perfetto colloquio di lavoro” mi avrebbe cacciata via senza manco chiedermi “Mi parli di lei.

Mi parli di lei invece me l’hanno chiesto.

E entro fine mese comincio lo stage.

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lunedì, settembre 19, 2005 00:40

Se non è croccoglassato non lo vogliamo

Come trasformare un gelato normale in una bomba di croccoglassataggine.

Prendere mezzo chilo di gelato di cui tre quarti al cioccolato e un quarto gusto Raffaello. Mischiare il cioccolato  con arachidi sgusciate, pezzettini di bounty , cereali ftiness nestlè sbiriciolati e choco cops. Swirlare con il Raffaello e amalgare in frigo.

Lasciar riposare in freezer per un quarto d'ora. I più temerari possono aggiungere sopra della nutella fatta leggermente fondere a fuoco lento e dei biscottini.

Il saturday afternoon crispy destrucion può essere servito in una briosce o spalmato su fette di pane tostato per una merenda sana e nutriente.

Si raccomanda di tenere sottomano il numero del pronto soccorso per eventuali lavande gastriche. L' assunzione è consigliata a piccole dosi, se si vuole continuare a gustare l'irrestibile crunchosa delizia la soluzione migliore è due dita in gola per fare un po' di spazio.

 

In qualunque modo vogliate gustarlo ricordate che però l'originale è solo:

Se poi volete provarci anche voi potete trarre ispirazione da qui

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domenica, settembre 18, 2005 11:56

Avviso di pubblica utilità

Avvertenza per tutte le mie blogamiche che nella scorsa settimana si sono dilettate con me sulle pagine di questo sito. Non provate mai a seguire le loro regole. Io mi sono comprata lo shampoo ai semi di lino e la crema all'olio di jojoba, stando ben attenta che non contenessero il malefico silicone, e mi sono passata l'olio extravergine carapelli nei capelli. Risultato: nei miei capelli si sta combattendo una guerra tra i folletti capitanati da Willy Wonka e i nani della Duff capitanati dal ragazzo radiottivo per il possesso del territorio. Quindi ora me li vado a lavare con il pantene del supermercato e mi passo la crema sunsilk piena di silicone. Non saranno sani? Ma a ben pensarci io sono alta un metro e due vigorsol, in base a quale criterio estetico dovrei farmi arrivare i capelli sotto il sedere? E poi la carta igienica a casa mia c'è.

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martedì, settembre 13, 2005 00:05

Guardarlo su Raidue è davvero out, lo so

Era stata una giornata normalissima, perfetta routine. E il solito niente l’aveva stancata più del solito. Aveva ciccato l’ennesimo invio sull’ennesima mail con allegato curriculum.doc e aveva pensato che domani mattina avrebbe fatto meglio ad alzarsi presto per andare a prendere la pergamena con il 110 e lode in corsivo italico da consegnare alla madre perché la conservasse in attesa di un posto dove appenderlo.

Dopodichè si messa la maschera verde all’argilla contro le lucidità della zona T ,  aveva afferrato il pacchetto di Pringles Light 33% less fat than normal pringles e si era messa a guardare la tv.

C’era uno di quei programmi dove c’è una voce narrante che insinua di oscuri segreti dietro la facciata di perbenismo di una periferia residenziale. Il primo pensiero fu: “ Vorrei fare la giornalista e andare a intervistare i vicini di casa che non vedono l’ora di rilevarmi torbidi segreti e insinuazioni” “ Il secondo fu: “ Mi piacciono proprio un sacco queste storie di perfezione all’americana della mamma col filo di perle e la carrozzina coi merletti che poi si uccidono o uccidono tutti”. Il terzo fu: “ Chissà se io potrei mai fare una cosa del genere, essere una perfetta  con capello plasticoso mi piacerebbe, ma poi non vorrei uccidere me o mio figlio.” Poi si ricorda che una volta su un articolo su D di Donna c’era un servizio sulla clinica delle mamme killer e diceva che in questa clinica, c’era una piscina, ma in questa piscina non ci andava mai nessuna perché un buon rapporto con l’acqua presupponeva un buon rapporto con la maternità. Mi rassicurò molto quest affermazione, io ho un buon rapporto con l’acqua.
Poi pensò che se si fosse uccisa o avesse ucciso sua mamma col coltello del pane TgCom avrebbe scritto: “La giovane aveva un blog su Internet dove fra le righe si leggeva la sua pazzia.”

 

 Allora penso che era meglio continuare a fare Jen Lindley piuttosto che la Desperate Housewife ( e cmq con un anno di ritardo sui blogger davvero trendy posso dire che la mia preferita è Brit)

 

 ( Anche se a pensarci non è che poi Jen Lindley faccia una fine migliore, a 25 anni esatti)

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venerdì, settembre 09, 2005 23:55

Mali di stagione

La formattazione. Fatta quando anche per aprire World ci metteva un quarto d'ora. Sogno un computer che non abbia mai bisogno di essere formattatao dove si accumulino e si stratificano senza danni anni e anni di foto, canzoni scaricate, bookmarks, impostazioni, programmi e programmi. Che viva rapido e felice schiattato di roba. Che entri tutto in una sim che poi passi al computer nuovo come quando cambi telefonino.
Parentesi tecnica: vorrei aggiungere della ram, secondo voi mi conviene far aprire il portatile?
Secondo me aprire questo regno incantato abitato dai folletti plumcake mangiatori di unghie è troppo pericoloso. (il taglio delle unghie sulla tastiera è un sacrificio rituale che compio ogni settimana per auspicarmi la  loro benevolenza, ma potrebbero alterarsi a vedersi scoperti...)

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giovedì, settembre 08, 2005 17:09

Dell'odio profondo verso il mio parrucchiere

 

Erano i mesi elettrici e veloci del ventesimo secolo che tramontava, dissolvendosi nei fumi di nicotina, colorandosi con le bombolette spray per dipingere Carlotta Honda Sky di azzurro e rosa, sonnecchiado durante le ore di linguistica.  Esplsione giovanile in piena fermentazione, dopo anni di turbamenti romantici, ero finalmente giovane e adolescente. Fisciano era un cantiere e io cercavo disperatamente di essere quanto più punkabestia possibile per la disperazione di mia madre che vedeva la figlia girare orgogliosa in anfibi viola calze verdi gonna fucsia scaldamuscoli gialli.  Ma ci voleva qualcosa di più, un segnale più forte. Stava arrivando l'anno duemila. E l'anno duemila era blu elettrico. Decisi così che il duemila mi avrebbe vista brindare con capelli blu elettrico.  E la mattina del 31 dicembre mi presentati di buon ora da Tito dicendogli: "voglio i capelli turchesi coi colpi di sole argentati".  E così fu, si diede il via a un atroce processo di scoloritura totale, con me felice e orgogliosa fra sciami di ragazze con le cartine per i colpi di sole biondi e signore coi bigondini per la permanente. Alle sei di sera uscii dal parrucchiere come la fata turchina pronta a una clamorosa entrata al veglione di famiglia. Portaii i capelli così per un paio di mesi, conquistandomi in tal modo una duratura fama all'università. Poi mi stancai perchè era troppo complicato vestirsi e non avevo abbastanza abiti bianchi per potermi vestire ogni giorno da principessa elettrica delle nevi, personaggio  da me creato.
Passai allora al rosso fuoco, che col blu sottostante si arricchì di interessanti riflessi verdi. E poi al viola. E poi al rosa arancio. Tagli corti assimetrici,sempre del genere "mi sono pettinata con le bombe a mano". Il mio parrucchiere mi adorava. Sapeva che con me si sarebbe sempre stato da divertirsi.
Ma da quando è subetrato il lento processo di imborghesimento lui ha cominciato ad odiarmi. Vado là chiedendogli giusto un aggiustatina alle punte, un colpo di sole biondo, un ritocco al taglio. E lui ogni volta mi vorrebbe tagliare i capelli solo da un lato, rasandoli sotto e colorando le punte di fucsia, mentre io difendo a spada tratta il mio boccolo biondo modello Jen Lindley sesta serie, così duramente conquistato.
Ma nello stesso tempo, mentre lui mi accusa di essere diventata noiosa , io penso che ha perfettamente ragione. Per questo lo odio.

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martedì, settembre 06, 2005 19:15

Non si poteva che arrivare a questo

Le premesse c'erano tutte, e la conclusione non poteva che essere una sola: sono diventata anche io una guardabarre anonima
E sono giunta a due importanti conclusioni
1) Non c'è assolutamente paragone tra la Comaneci e la Korkina. Anche se nel 76 gli esercizi erano molto meno spettacolari la superiorità è netta.
2) L'uomo dei sogni e Rose e Fiori di Alessandro Errico sono due capolavori della musica italiana degli anni 90.

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martedì, settembre 06, 2005 18:29

E un MBA alla Bocconi?

Stamattina vedo un cartello fuori da Camomilla: "cercasi addetta alle vendite". Beh, mi dico, Camomilla è tranquillo ed elegante, per fare qualcosa va bene.
Bene, per fare la commessa ci vuole:
-Iscrizione da almeno due anni al collocamento
-Esperienza nel settore
-Conoscenza delle lingue
-Stage di prova a Napoli
E manco la commessa posso fare, visto che sono iscritta solo da sei mesi al collocamento, perchè prima vivevo nel paese di Begondi
.

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lunedì, settembre 05, 2005 21:16

Forse che sono una blogstar e nessuno se ne è mai accorto?

Qualcuno è in grado di spiegarmi in base a cosa rientrerei nei 100 most popular blog, dopo Paris Hilton ma prima di Beppe Grillo e Macchianera?

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lunedì, settembre 05, 2005 11:02

Prossimamente su questi schermi...

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lunedì, settembre 05, 2005 09:58

Regole morali contro l'abbrutimento

In questi periodi della vita è importante darsi delle regole morali per non abbruttirsi. Compiti da assolvere e orari regolari.

-Alzarsi in un orario decente, tipo le 9-10. E' vero che alzarsi a mezzogiorno fa sembrare la giornata più corta. Ma fa venire il classico mal di testa da oziosità.
-Continuare la catalogazione dei libri. Sono arrivata al terzo scaffale della libreria. E' il momento giusto per prendere lo scaletto e continuare in su.
-Scannerizzare i disegni di quel grande artista del mio ragazzo, metterli in rete, far vedere a tutti quanti che bravo che è.
-Aprirsi un negozio su E-Bay e cominciare a vendersi i quadri di zio Asturi.
-Arricchire un po' questo template che è effettivamente un po' troppo minimalista.
-Ricordarsi che la tua sarebbe ancora una vita in boccio.

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sabato, settembre 03, 2005 11:46

Dialoghi madre-figlia

Cam: Mamma ciao, vado una settimana a casa di Raf
Mamma: Mi raccomando, non fare guai
Cam: No, mamma, non ti preoccupare, non torno incinta
Mamma: Magari, quello mica sarebbe un guaio!

Comincio a sospettare cose significhi quella candela davanti alla foto di Padre Pio accesa da una settimana...

 

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venerdì, settembre 02, 2005 00:16

Un'altra riflessione in diretta dalla casa di riposo "Villa Maria"

Ho letto da qualche parte che il cambio generazionale si avverte ogni 7 anni.
1998: "AIDI"  era la graffito-citazione più in voga
2005: "Io e te, tre metri sopra al cielo" Anche abbreviato in "I&Y3msc" per far presto sopra prima che arrivino i guardi. Nella sua versione originale la frase ha anche una sua poeticità, ma con appellativi tipo "Pesciolina, io e te 3msc" non si può proprio leggere. (Fortunatamente nessuno si è mai azzardato a chiamarmi "pesciolina" o peggio, il terrificante "cucciolo". Gli avrei rotto immediatamente lo specchio del motorino in testa.

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giovedì, settembre 01, 2005 11:57

Mentre resto ferma immobile

Spesso si dice in giro che non sempre quelli che hanno avuto una carriera universitaria brillante faranno lo stesso nel lavoro. Spesso si dice questo dei secchioni. Io non ero secchiona, avevo semplicemente una bella parlantina e l'intelligenza giusta per quel tipo di cose. Ero brava a convincere i prof che avevo studiato. Mentre la gente al chiuso delle biblioteche ripeteva i libri a memoria e si faceva venire le crisi d'ansia io facevo le capriole nel verde del sole. Leggevo i libri qualche giorno prima, tanto in cinque anni dicevano sempre le stesse cose, andavo là e prendevo 30. Era facile. E io ero l'immagine perfetta della ragazza che nella vita non avrà mai problemi. Ero allegra e sorridente, studiavo il minimo per il massimo e sembrava che a me non succedesse mai nessun contrattempo. Agli esami capitavo sempre con l'assistente bravo, allo scritto di economia copiai tutto senza pudore. Era facile. E così mi sono convinta che nella vita tutto sarebbe stato facile per me. Perchè le cose sarebbero dovute cambiare? Mi sentivo invulnerabile, protetta da un'aureola di positività. E invece...

Sono passati sei mesi. Nel questionario di AlmaLaurea mi ero dato tre mesi per trovare lavoro.

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