lunedì, ottobre 31, 2005 15:59

Presto nei più peggiori negozi di dischi

La Drink Pop&Sogni Trash Enterteinment è lieta di presentarvi il primo singolo di un giovane artista che il pubblico sta cominicando a conoscere ed amere, seguendo con lui la voce del cuore.
Signore e signori, tamarri e tamarre, ecco a voi Lello Love in La voce del cuore non mente (quasi) mai

(Featuring Nicola Caso)

 

wlemetafore
P.link commenti (2)





venerdì, ottobre 28, 2005 20:40

Le gravi malattie di Camilla

Dopo mangiato non mi dovete far ridere troppo se no vomito. Vorrei sapere se c'è qualcun altro che soffre di così grave problema. E poi da che dipende? Ho l'esofago irritabile?

Io ho le cavilglie meteropatiche. Alternativamente l'una o l'altra. Che mi fanno male quando cambia il tempo. Il fatto è che di solito alla gente è o il gomito che si era rotto o la prostata. Le mie caviglie non hanno mai subito incidenti. Io stessa non ho mai subito incidenti essendo da quando sono nata un essere stanziale tendente naturalmente alla più assoluta immobilità e per la quale il massimo della spericolatezza è tuffarsi dal trampolino.

Io ho seri problemi ad accendere le sigarette. O la brucio tutta o la accendo a metà.

Ho la fisima delle orecchie. Devo assolutamente infilarmi almeno un paio di cotton fioc ogni mattina più le goccine scioglicerume la sera. Le orecchie sono sempre linde. Le mie unghie invece tendono sempre allo sporco. Forse dovre cominciare a portare lo smalto nero.

Io la mattina non mi posso lavare i denti altrimenti vomito. E se entro in cucina e ci sono i piatti sporchi della sera prima vomito uguale. Vorrei sottolineare che non sono bulimica, solo naturalmente tendente al vomito. "mi sento disgustata" è la mia frase topica.

wlemetafore
P.link commenti (10)





giovedì, ottobre 20, 2005 16:06

wlemetafore
P.link commenti (17)





mercoledì, ottobre 19, 2005 21:51

Pensa ai bambini in Africa

Tornavo con passo lento e mesto a casa, appena scaricata dal treno delle 20.45. Avvolta nella pashimina di vera seta di 4.euro rimurginavo dentro me il karma sacro.”sta vita nun se pò fa”. E mentre ero avvolta in tali profonde considerazioni sull’umana esistenza passo davanti al mio amico fruttivendolo che con fare sorridente serviva le ultime clienti della sera. Penso “questo secondo me o si fa di cocaina pure lui o si sniffa i vermi della frutta”. Lui mi guarda e fa : “ uà che faccia che tieni, sembra chissà che hai fatto”, Io provo a obiettare che fare sorrento-napoli tutti i giorni non è propriamente niente ma lui parte col racconto della sua giornata tipo che andrò cui a illustrare a scopo consolatorio per noi lavativi del computer che ci crediamo stanchi dopo aver fatto su e giù con la rotellina del mouse. Il prossimo capitolo di questa storia sarà: “mangia, che ci stanno i bambini in Africa che si muoiono di fame”.

 

 La giornata tipo di Mimmo il Fruttivendolo

 

2.30 sveglia

3.00 partenza per i mercati ortofrutticoli. Percorso Moiano (frazione di Vico Equense) Torre del Greco. Km 50

3.30 arrivo ai mercati generali della frutta

3.30-6.00: lavoro al mercato della frutta

6.15 Viaggio a folle velocità verso Sant’Agnello

6.30-8.30 Sistemazione del negozio

Alle 8 e 20 passa Camilla col trucco ancora fresco che sbadiglia vistosamente. Mimmo intanto ha già fatto una giornata di lavoro

8.30-14.00 negozio

14-16 sonnellino

16-22 negozio

22-24 playstation. Perché si deve pur campare in qualche modo, come dice lui.

 

E fu così che dopo ogni bestemmia di sveglia alle 7.40 il mio pensiero va a Mimmo il Fruttivendolo.

wlemetafore
P.link commenti (13)





domenica, ottobre 16, 2005 13:35

Ottobre andiam, è tempo di migrar...

Stamattina, sotto un caldo solo di mezzo autunno, Sant’Agnello si è svegliata di sinistra. Un paesello che alle ultimo referendum sulla procreazione assistita ha visto il 12% dei votanti oggi faceva la fila per votare alle primarie. Primarie di centro-sinistra in un paese che dopo essere stato per tanti anni a schiacciante maggioranza democristiana era emigrato in massa verso la destra (non ho sottomano i risultati delle ultime politiche ma davano una netta maggioranza di centro-destra).

Poi succede che il nostro caro sindaco, persona che fra l'altro, bisogna riconoscerlo, sa fare ottimamente il suo lavoro, passa a sinistra. Gira nell’aria la voce di una sua candidatura alle prossime politiche. Nelle liste dell’Unione. E per farlo deve dimostrare di riuscire a trainare il suo popolo verso l’altra sponda Chiede così aiuto a tutti i dipendenti pubblici: ognuno dovrà mobilitare al voto l'intersa sua cerchia di conoscenze.Azioni tecnicamente buona e giusta, risvegliare la coscienza civile (averlo fatto anche per i referendum...) E fu così che stamattina, sotto un caldo sole, tutti i santanellesi con in mano il loro tesserino elettorale a far la fila. Tutta gente non propriamente nota per le sue simpatie di sinistra. E non si è visto nessuno cacciare un euro.  Ho dato una lettura al programma dell’Unione. Si nomina la parola “laicità” solo una volta, e dopo la parola etica e rispetto delle convinzioni religiose. Io ho venticinque anni e posso ancora permettermi di votare senza tapparmi il naso. Ho votato Scalfarotto ed è stato il voto più convinto di tutta la mia vita insieme ai quattro sì al referendum. Spero di conservare ancora a lungo la passione e la convinzione per le battaglie perse.

wlemetafore
P.link commenti (12)





mercoledì, ottobre 12, 2005 23:41

“Nascono inoltre speranze che non si sanno dire…”

(più divani per tutti)

 

Mettiamo che sei un fan dei Beatles. Che hai tutti gli lp, tutti gli acustici, tutti i live e pure i dvd. Magari anche i pupazzetti dei Beatles. Come Ned Flanders. E sai che i Beatles non faranno mai una canzone nuova. Però poi a un certo punto da qualche archivio spunta fuori un vecchi pezzo mai pubblicato. E un giorno tu lo trovi su Emule. Hai una nuova canzone dei Beatles da ascoltare. Un piacere inatteso. E unico.

Oggi alla Feltrinelli in una raccolta ho trovato un racconto di Buzzati che non avevo mai letto. Mi sono incastrata in un divano e ho masticato lentamente ogni parola. Hanno risuonato di nuovo quelle corde nel cervello. Quelle corde che suonano solo quando leggo Buzzati. Avevo tredici anni. Lessi per caso un suo racconto E capii tutto. Seppi dare parola a quelle vaghe emozioni che mi si agitavano dentro. C’era chi aveva provato la mia stessa identica sensazione guardano le nuvole che scendono dal settentrione, i romanzi che escono dagli sconfinati casermoni di periferia, dai treni fuggenti. E l’aveva raccontata esattamente come  avrei voluto raccontarla io ( le parole sono sentimenti e ogni sentimento non è altro che la sua comunicazione, mi avrebbe insegnato Ronald Barth più tardi). In sei mesi avevo letto tutto quello la sterminata produzione di Buzzati, ogni romanzo, ogni racconto, ogni articolo del Corriere. Lo rileggo spesso. Ogni tanto la sera nel treno ripeto sottovoce Inviti Superflui imparato a memoria nell’estate del 93. E oggi ho trovato in una raccolta un racconto, tre paginette, che non avevo mai letto. La stessa vibrazione dell’estate del 93.

 

 Dopo tale momento culturale ora vorrei però proporre il divieto di seduta ai ragazzi che fanno filone a scuola e occupano i preziosissimi, e sempre pochi divani, solo per dormire. Sono un affronto alla più grande invenzione del marketing letterario:il divano feltrinelli.

Detto ciò aggiungerei una menzione d’onore al crocchè feltrinelli. Un po’caro ma degnissimo. Promossa anche la torta ricotta e spinaci.

Nota da aggiungere alle cose positive del mio lavoro ( a parte fare quello che volevi fare a sei anni, frase karmatica che mi ripeto a ogni suono di sveglia): a Piazza dei Martiri ci sono sempre le spose che si fanno le foto. Con invitate al seguito. E quindi rappresenta un ottimo osservatorio del trash partenopeo. Medaglia d’oro all’invitata di oggi che aveva pensato bene di guarnire la sua taglia 48 con un tubino di lurex dorato. Un ferrero rocher praticamente.

 Nota tecnica: credo che i commenti non funzionino. Per insulti, segnalazioni e proposte di matrimonio (solo d’interesse): drinkpopATgmail.com

wlemetafore
P.link commenti (12)





lunedì, ottobre 10, 2005 11:08

Da lunedì dieta.Da martedì: “ il mio corpo ha bisogno di zuccheri complessi”

 

Lunedì ore 10.55, in anticipo col lavoro. Per puro caso. Mai stata io una che si anticipa le cose. Una di quelle tipe che le senti dire tutte compute all’amica: “ Io quindici giorni prima dell’esame finisco sempre di studiare e ripeto solo”. Io quindici giorni prima magari cominciavo a studiare, se l’esame era difficile. Se no, tre giorni prima. Beh, cmq per non stare qui a tirarcela oggi è lunedì. E non piove. Anche se una pioggia ci starebbe perfetta. Ho il capello liscio e un cassetto di buoni propositi. Buoni propositi che prendono il nome di grancereali gran buona abitudine e kellog’s special k provali a pranzo o a cena per due settimane. E niente sigarette. No no. Perché dopo due settimane di mcpizzette mcpatatine  mccappuccini e mcbriosce, sto mclievitando e sabato ho scorto con orrore un grazioso rotolino che pendeva sul jeans in un simpatico effetto blusa anni 80. E visto che di andare in palestra non se ne parla ( non so, magari potrei svegliarmi alle sei ed andare a correre ma non mi sembra il caso) diamo una tagliata sul resto. Oh yeah. Tanto sono sicura che domani  a quest’ora starò davanti al pc con una brioche sprizzanutella. Tanto c’è un dottore che dice che per dimagrire cinque chili, i miei esatti cinque chili, basta fare la dieta un giorno a settimana per un anno, ecco. Io farò così. Ora, per piacere, nessun maschio si azzardi a commentare con cose tipo “ ma che palle voi donne, voi e questa dieta, ma stai bene così!”. Questo è un blog di femmineeeee!

Update:Una nuova furbissima mossa strategica: su uno non ha soldi non mangia schifezze. E non si compra le sigarette. E quindi io, che sono troppo furba, oggi ho speso quasi tutto il mio budget settimanale nei miracolosi cristalli liquidi etra-luce di Collistar. Grazie ai quali avrò uno "spettacolare e immediato effetto lucentezza, i miei capelli saranno avvolti da un invisibile film che oltre a donare luminosità, li proteggerà e li correggerà dalle imperfezioni (ommiddiooo, non sapevo che le imprefezioni prolifessarero anche nei capelli! io là punti neri non ne ho mai avutu!) e li renderà setosi, benpettinabili, facilitando ed esaltando lo styling."  Devo correre in bagno a provarmelo e se poi dopo non ho i capelli modello lamapdina da 100 watt glielo butto appresso alla commessa in taiuller di Sephora.

wlemetafore
P.link commenti (8)





sabato, ottobre 08, 2005 11:56

Five days a week

Lunedì: sbaglio a prendere pullman, vengo scaricata a piazza borsa dove nel diluvio universale arriverò a piazza Garibaldi guandando pozzanghere che manco a Puket il 27 dicembre. Arrivo alla stazione e scopro che i treni sono bloccati perché un povero disgraziato si è buttato sotto al treno.

Ora io capisco che Anna Karenina ha il suo fascino, ma, bello ro frato, non è bello che la notizia della tua morte sia accorta da un migliaio di pendolari che ti bestemmiano dietro e pensano: “ ma stu maronno non ti poteva buttare accoppa e bascio da un palazzo?" Non c’era proprio altro modo se non buttarsi sotto un treno alle sette di sera?

Martedì. Prendo il tram. A un bel punto il tram si ferma. Linea interrotta, scendete e arrangiatevi. Camilla pensa: “Poca male, siamo vicini alla stazione”. Sbaglia strada. Se ne accorge quando si ritrova in piedi su uno spartitraffico a Via Marina con le macchine che le sfrecciano accanto  e qualcuno che le ferma a chiedere quanto vuole. Pensa: “ok, Camilla, preparati ad subire rassegnata la prima rapina della tua vita. Tanto hai dieci euro appresso e un cellulare che ne vale quindici”. Capisci che chiedere la strada in questo momento è decisamente la mossa meno furba da fare così ti togli il capellino con il nastro di raso che ti rende soggetto ad alto tasso di soggettaggine  e  ti avventuri arditamente per i vicoli di forcella cercando di fare affidamento ai tuoi ricordi di gite a napoli con universitari locali. Grazie a Sant’Agnello, protettore dei santanellesi in giro per Napoli, arrivi integra al Terminale

Mercoledì. Decidi di prendere l’aliscafo

Giovedì. Idem

Venerdì: Non hai i soldi per l’aliscafo. La linea tranviaria è bloccata perché si è aperta una voragine da qualche parte come si porta fare quando piove da queste parti. Devi prendere l’R2, il pullman famoso per la facilità in mastica portafogli e cellulari. Ma tanto tu hai un portafogli con dentro l’orario dei treni e la raccolta punti del ristorante cinese. E se vedesse il mio cell lo scippatore mi sputerebbe in faccia pensando che quello pure il figlioletto di quattro anni glielo chiverebbe appresso dicendo “ Uè, pà, ma che è sta munnezz!”

Ho deciso che nonostante l’alta densità di compagni di classe resterò sempre fedele alla cara Alilauro...

wlemetafore
P.link commenti (10)





sabato, ottobre 08, 2005 11:15

Sempre meglio che lavorare

Chiariamo subito una cosa. La mia vita dal lunedì al venerdì ha anche degli aspetti positivi. Molti aspetti positivi. Per esempio la pausa pranzo alla Feltrinelli quando riesco a fare una pausa pranzo. Solo per fare un esempio. Ma ce ne sarebbero molti altri. Solo che ora non mi vengono in mente. Quello che però volevo dire è un’altra cosa. Quello che io non capisco è perché così tanti giovini di oggi (ma anche di ieri) vogliono fare i giornalisti. Anche io volevo fare la giornalista. Dai sei ai diciotto anni. A otto anni redigevo Milla News, giornale di infoteinment direttamente da Sant’Agnello.  Poi ho capito che effettivamente fare la giornalista è un mestieraccio e c’è ne sono di molti più fighi. Tipo la pubblicitaria. O l’addetta marketing. O la web-writer. O la desperate housewife. Tutta roba con orari migliori e che non ti fa venire in testa l’alopecia da stress. Solo che succede che mentre tu pensi che la giornalista non la vuoi fare, al massimo la redattrice di una casa editoriale, ti ritrovi a farlo.  E però intanto che mediti su quanti mestieri trendy ci siano al mondo scrivi. Non è che tu ci metta tanto impegno a passione. Ma scrivi. Ti dicono che sei bravina e ti chiedono di continuare a scrivere. Così ti ritrovi con tutti gli articoli pronti per l’ambitissimo tesserino, che da un anno per pigrizia, scarso interesse e ancora più scarsa voglia di pagare le tasse non prendi. Con ancora meno impegno intanto ti sei laureata. A quello però ci tenevi veramente, anche se è stato più facile del previsto. E entri nel magico mondo della disoccupazione. Poi, puff. Arriva uno stage, capita nelle migliori famiglie, si diceva tempo fa da queste parti. E ti ritrovi a scrivere. Due pezzi al giorno. Due a volte tre. Pezzi che non leggeresti mai e che guardi con sarcastico distacco ( capita nelle migliori famiglie)  Ma intanto scrivi. E guardi i giovani che passano nel corridoio che vogliono fare i giornalisti e vengono qui a chiedere collaborazioni e praticandati. E ti chiedi perché non vanno a fare mestieri più fighi. Però oggi è sabato mattina. Io ho acceso il computer e ho cominciato a scrivere. E la risposta è tutta qua.

wlemetafore
P.link commenti (2)





martedì, ottobre 04, 2005 17:35

Italiani nel mondo. Ovvero il sorrentino a Napoli

 

Come ben si sa tra italiani all’estero si solidarizza. Basta sentir parlare italiano in una città straniera per attaccare bottone. Cosa pur comprensibile, ad esempio, nelle gelide lande finlandesi dove sentire un’italica cadenza tra i parlatori della lingua dei puffi allarga il cuore. Il fenomeno parallelo del sorrentino a Napoli è però ben differente. Innanzitutto il sorrentino medio si sente felice abitante di uno stato autonomo che ha per confini la galleria di Seiano e Punta Campanello. Stati confinanti nel quale il sorrentino si sente a suo agio sono il principato di Capri e il granducato di Postano.

Ma appena il sorrentino arriva al Molo Beverello (perché il sorrentino doc si muove solo in aliscafo) subito si sente come un eschimese all’equatore o come uno svizzero a Forcella.

Ecco che allora appena intravede un peninsulare all’orizzonte ci si attacca e fa finta di essere suo grande amico, quasi a cercare patrio conforto in quella terra sconosciuta, quasi due italiani in Finlandia. Gente che in Piazza Tasso non ti avrebbe degnato di un saluto a Piazza Plebiscito diventa tuo grande amico interessandosi al perché e per come tu abbia osato sorpassare le colonne d’Ercole del ponte di Seiano.

Ma c’è se è possibile una categoria peggiore. Il compagno di classe che incontri sull’aliscafo e come tale si sente in dovere di sedersi vicino a te che stai morendo di sonno e parlare per tutta la durata del viaggio.

Compagno di classe.”Uè, ciao! Come stai? Che dici? Tutto a posto?

Cam: “Eh si, abbastanza, sono un po’ stancaaaaa” (sbadiglia vistosamente)

CdC:” Ho saputo che ti sei laureata, auguri!”

Cam: “Eh, si, a febbraio” ( tanto lo so che mo’ sorridi ma ti brucia il culo che tu stai ancora a schiattare sui libri)

CdC  “E ora che stai facendo?”

Cam. “Faccio uno stage in un giornale” ( e anche se fossi stata disperata disoccupata avrei spudoratamente mentito per non darti soddisfazione)

CdC. “ Eh anche Gigiona e Gigetta si sono laureate in Scienze della Com e ora fanno uno stage alla Protect&Gamble a Roma. Gigina poi si è appena laureata anche lei e ora è partita per un viaggio spirituale in Tibet alla ricerca della parte più vera di sé facendo trekking sull’Himalaya”

Cam Si, io invece dopo la laurea ho fatto un magnifico viaggio spirituale nel magico mondo della disoccupazione venendo in contatto con la parte più vera e profonda di me

CdC “ E gli altri della classe li stai sentendo?”

Cam: La classe? Avrei trovato maggiore amicizia e disponibilità in un branco di iene alle falde del Kilimangiaro. Per quel che mi riguardo possono pure suicidarsi strozzandosi con le loro borsette Ralph Lauren

CdC. Ma che stai facendo la sera? Non ti vedo mai in giro?

Cam: Direi di no, cara. Io non ho mai venduto i braccialetti della prima comunione per pagarmi le uscite mondane come facevi tu.

Detto ciò la strategia migliore è solo una. Girare con un cappello calato in testa e le cuffiette nelle orecchie. Fiere e orgogliose sostenitrici della scarsa socialità e fratellanza sorrentina.

wlemetafore
P.link commenti (23)





domenica, ottobre 02, 2005 11:14

Volevo essere come Audrey Hepburn

C’è una fase nella vita di ogni giovane fanciulla in fiore in cui ella decide di abbandonare lo stile punkettone-trendycool-pescoacasodallarmadioprimaditirarsulepersiane per diventare una giovin signora dall’eleganza sicura e raffinata. La giovin fanciulla guarderà quindi con occhio attento le figone dei servizi pulbi-redazionali di Cosmo che incedono per i corridoi del loro ufficio super-trendy con addosso un delizioso taiullerino in misto lana e tacco 12. La giovin fanciulla allora decide che è giunto proprio il momento che il suo guardaroba faccia il salto di qualità, ora che è dottoressa e brillante stagista di un giornale economico. Ma la nostra, nella sua dichiarazione di intenti, trova due tipi di ostacoli. Endogeni ed esogeni.

I fattori endogeni vanno ricercati nell’ambiente esterno. Il primo giorno di lavoro si è immediatamente resa conto che non tutti gli uffici sono come nelle pagine di Cosmo, e non tutte le giornaliste vanno a lavoro in tiro come la direttrice di Vogue. Tale constatazione è stata accolta con sollievo. Diciamo, sarebbe stata dura presentarsi ogni mattina issata su un paio di Manolo Blanket  (che poi tu un paio di Manolo B. non lo hai mai avuto, ma questo è un altro discorso).

 Inoltre la mia postazione di lavoro è ubicata in un delizioso solaio con vista sui tetti di Napoli. I miei unici contatti con la redazione sottostante sono via telefono e via mail. Le uniche persone che mi vedono sono i guaglioni del bar che mi portano su cappuccini  brioche redbull. E per far colpo su di loro basta allungargli più di 50 cent di mancia..

I fattori di tipo esogeno invece sono quelli di tipo interno. Ovvero. Mettiti un sabato pomeriggio in giro per i negozi alla ricerca del pantalone della perfetta stagista. Il pantalone non deve essere eccessivamente a vita bassa, ma neanche a vita ascellare. Non deve essere di jeans ma manco quei cosi di lana che poi pizzicano. Deve essere classico ma strizzare un occhio alla moda evitando l’effetto vecchia signora. Impresa disperata. Ai miei occhi cadevano solo gonnelline frou-frou e deliziosi cappottini di  lana. In realtà dentro di me sapevo benissimo che avevo bisogno di un pantalone nero, ma sapevo altrettanto bene che non sarei mai stata capace di comprarmi un semplice pantalone nero che non avesse almeno una cinta in raso rosa e una spilla di perle e cammei appuntata sulla tasca. Trasgredendo così alla prima sacra regola del dossier“ Le regole d’oro dell’eleganza” in edicola questa settimana con Donna Moderna. Regola che dice:” Resistere alla tentazione di comprare l’oggetto del momento preferendo quello un po’ più classico.”

Ma la cosa più difficile per una giovin fanciulla nel pieno del delicato processo di creazione della propria eleganza è resistere alle tentazioni del low-cost. Resistere agli stand “tutto a 10 euro” con magliette in lycra dai colori pacchiani e irresistibili. Resistere alle borsette da 5 euro che sembrano aver scritto su “sono stata fabbricata in Cina e comprata al mercato a Poggioreale”. Resistere alle scarpe dai colori improbabili a 25 euro che sai non metterai mai.

Comincio a  rassegnarmi all’idea che assomiglierò sempre di più a Courtney Love piuttosto che a Audrey  Hepburn.

wlemetafore
P.link commenti (16)





sabato, ottobre 01, 2005 01:19

Adoro gli elenchi

Mi è bastatata una settimana di vero lavoro per farmi la classifica delle cose migliori della mia vita

La mazzetta di giornali ancora incellohopanati del sabato mattina. L’aperitivo del sabato a mezzogiorno. Lo spaghetto a vongole del sabato. Il gelato del sabato pomeriggio. La festa della castagna alla fine di settembre. Le domeniche nei centri commerciali. Comprare marmellate che non mangerai mai all’ Ikea. Andare in un multisala distante 30 km da casa tua per vedere il film di effettacci speciali a basso costo e cervello in stand-by. Il film noleggiato la domenica pomeriggio. Il cuzzolamento della domenica mattina. Pranzare la domenica alle quattro del pomeriggio. Pensare che è venerdì sera e puoi bere e fumare e poi tornare a casa e fare tardi davanti al computer. La sensazione perfetta.

wlemetafore
P.link commenti (4)