domenica, dicembre 25, 2005 18:33

Questo blog non aderisce agli auguri di Natale

Volevate pungenti osservazioni sul brindisi aziendali o nostalgiche rivagazioni dei natali passati quando Babbo Natale suonava la campanella sotto al balcone e tutti noi bambini correvamo alla finestra? Niente di tutto ciò ci sarà. E' Natale, si accendono le luci nel presepe si spengono gli schermi dei computer. Camilla parte per Amsterdam con un trolley di Kello Hitty molto leggero e una sciarpa rossa. Ci vediamo il 2 gennaio.

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martedì, dicembre 20, 2005 23:46

E’ Natale. Siamo tutti più trash. E’ Natale. Voglia di lavorare zompami addosso.

 

 Post dedicato all’amica supertrendyfashionstyle S.A. ( l’unica che potrà comprenderlo fino in fondo)

 La nuova linea Forcella Style richiama le tendenze espresse nell’urban style, nell’aria cosmopolitan che si respira girando tra i tipici vicoli della città partenopea e prendendo il tram n1 la mattina alle 9. La casa di moda propone per questo stagione un capo spalla di antica tradizione e di sapore un po’ vintage ma di sicuro impatto tra le nuove generazioni. Stiamo parlando dell’ormai classico piumino imbottito effetto omino michelein questo proposto in versione corta, dopo i modelli a ginocchio in stile “non abito a Napoli ma a Helsinki”  o lunghi alla caviglia in stile “sto partendo per una missione nella Siberia orientale”. Il giubbotto presenta quindi larghe fasce di tessuto sui polsi e sotto la chiusura, che accentuano l’effetto bomber e “sono appena uscita dal pubblico di Drive In”. Da sotto il mollettone va rigorosamente fatto sbucare un cinque centimetri di pancia da portare sblusata sopra il pantalone. Obbligatoria la mutanda in colori fosforescenti della pompea 3 a 5 euro nei migliori mercati rionali.  I tessuti vanno dall’acrilico al vero sintetico, nelle nuance più ardite effetto catarifrangente, particolarmente utili per attraversare via Marina alle 8 di sera e magari essere anche scambiate per una lavoratrice della zona. Al giubbottino è abbinato un jeans con scritta in brillantini sulle chiappe. Le più attente allo stile potranno indossare il pantalone “Rich” (abbreviativo di “ricchiò”, forma di saluto gergale tra i ragazzi del quartiere) mentre le più trasgressive sicuramente apprezzeranno il nostro capo che compone la scritta “Bitch” in pailettes argentate. Per quello che riguarda gli accessori incontrastato cult della stagione 2005-2006 è il cappello di lana  che si mantiene rigido con  un grosso pon-pon finale. Dona particolarmente se indossato su una folta massa di capelli ricci conferendo la simpatica aria di piccolo aiutante di babbo natale deportato dai boschi scandinavi a piazza Garibaldi.

 E questo è tutto. Vado a scrivere cinquemila battute sui cardellini. ( “e o’ cardill cantav cu tic, reginella o vu’ o bene a stu re…” questo è l’unico incipit che mi viene in mente)

Se fai parte della redazione di un certo giornale e stai leggendo questo blog prima delle nove di sera sappi il tuo computer si autodistruggerà nel giro di tre secondi e sarai condannato due speciali da impaginare e quattro giri d’orizzonte. ( aut. cap. ric. )

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giovedì, dicembre 15, 2005 01:01

Frammenti

Ho sempre adorato quei test da giornale estivo tipo: "guarda cosa c'è nella tua borsa per scoprire chi sei"

A) E' piena di trucchi? Sei una ragazza che ci tiene a dare un immagine di sè sempre perfetta e in ordine.
Consiglio: Ti senti nuda senza trucco? forse il make-up serve a nascondere la tua insicurezza di fondo. Prova a stupire te stessa e uscire una mattina con un viso acqua e sapone.

B) Non vai da nessuna parte senza il tuo i-pod? (che poi pare che stai i-pod sia più comune del cellulare. Io sinceramente nel treno non ho mai visto uno che cacciasse un i-pod vero) Ti senti persa senza il tuo cellulare? Hai bisogno di essere sempre connessa al mondo per nascondere la tua insicurezza di fondo.
Consiglio: stacca ogni tanto l'orecchio da un auricolare e prova a parlare con un tuo compagno di viaggio. Potrebbe essere una piacevole scoperta.

C) Nella tua borsa non mancano mai libri, giornali, carta e penna? Sei una sognatrice, che ama viaggiare tra le parole. Ma forse tendi a rifugiarti nelle tue fantasie per nascondere la tua insicurezza di fondo.
Consiglio: Rifugiarsi nelle parole spesso fa perdere il contatto con la vita vera. Per una volta prova a passare una giornata senza leggere e scrivere. Potrebbe rivelarsi un'esperienza interessante.

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lunedì, dicembre 12, 2005 23:40

Piccoli racconti di una vita un po' fantozziana

Che bello il mio presepe in ufficio! Su, facciamo tutti assieme il presepe! Che brava Camilla, che ragazza piena di fantasia e stile, che sono eh?

( non mi libererò mai dall'affermazione  "che tipo che sei" e neanche da "sei una ragazza che ha stile" o ancora "però sei un po' strana. E io che tanto mi vanto di essere una ragazza perfettamente normale e adeguata agli standard sociali ora che ho raggiunto la saggezza zen)

Accendiamo tutti assieme le luci al presepe! Uhm, bisogna staccare una spina. Uhm. Computer, stampante, altro computer. Zac. Questa sicuro collega quella lampada vecchia e scassata lassopra.

Oh, com'è bello il presepe con tutte le lucette accese! E i cuoricini! E le stelline! Che caruccio! Troppo forte! Non ho parole

Due minuti dopo. "Chi ha staccato la spina della televisione del direttore?

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domenica, dicembre 11, 2005 12:56

Visioni domenicali: Egonismo

 

 

 

 

 

 

 

Non chiedemi che significa tutto ciò perchè non lo so. Mi ricordo solo che faceva un caldo mostruoso e mi veniva da ridere. E che ero consapevole di vivere uno degli ultimi beati giorni di spensieratezza universitaria passati a crederci intelligenti e artisti prima di diventare stagisti. E con questa parola ho detto tutto.

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sabato, dicembre 10, 2005 11:12

Bar sport 2005

Il bar Cris è un luogo magico, una situazione surreale che consente alla vita di andare avanti, nonostante i tornanti e il mal di pancia. Il bar Cris, è pieno di fumo, e alla cassa c'è una signora grassa che rimpiange i tempi che furono e maledice il governo. Seduto di fronte, in uno spazio angusto, un uomo con una pipa e un orgoglioso borsalino blu elettrico. No, il bar Cris non è solo il caffè o la pizza da chiamare. E' un luogo in cui l'anima tocca il fondo dell'urbanità e della vita quotidiana. Si, viva il bar Cris...( da un anonimo commentatore)

 

 

 

Il Bar Cris non esiste. Il Bar Cris in realtà è solo una voce che risponde al telefono. Potresti girare ore attorno ai vicoli di Piazza dei Martiri ma non troveresti mai il Bar Cris. Perché il Bar Crisi non si chiama Bar Cris, si chiama Bar Au Lait e sugli scontrini c’è scritto Bar Maddalena Panico. Il Bar Cris è il bar più sfigato di tutta la zona di Chiaia e non capisci perché noi ci riforniamo sempre da quello. Il Bar Cris a volte brucia il caffè e altre volte te lo manda vecchio. Fa odorare l’acqua di caffè e le pizzette possono mangiarle solo stomaci allenati ad anni e anni di junk food. Si dice che le pizzette del Bar Cris abbiano ucciso quattro caporedattori, due grafici e sei stagisti. Secondo voci di corridoio una  volta una pizzetta ha preso possesso dell’attuale web-master trasformandolo nella reincarnazione di Carrie la bestia della pizzetta. Si è dovuti chiamare la chiattona del bar cris per tentare uno speciale esorcismo e liberarlo dallo spirito diabolico della pizzetta che lo stavo colonizzando. Da allora in poi non ha più toccato una pizzetta e si nutre esclusivamente di barrette peso-forma. I ragazzi del Bar Cris non esistono. Sono solo ologrammi.

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giovedì, dicembre 08, 2005 11:54

Io da piccola avevo seriamente paura della chiamata divina. Se Gesù mi avesse telefonato, sarei stata costretta a farmi suora?

( non che a tre anni l'idea di farmi suora mi dispiacesse troppo)

E’ una sensazione quasi inebriante stare davanti al computer con l’occhio stanco, il capello scarmigliato, la felpetta spiegazzata e i calzini arancioni con l’ippopotamo e i piedini antiscivolo. E l’occhiale sceso sul naso. Ascoltare bang bang di nancy sinatra  e non dover telefonare a nessuno.  Improvvisare un balletto estemporaneo e andarsi a preparare una latte caffè e nesquik. Mi convinco sempre più che la nullafacenza è la mia reale vocazione. Ognuno nella vita ha una chiamata. Io ho la chiamata alla nullafacenza.

Riflessione della nullafacenza: Oggi è l'8 dicembre ed è il giorno dell'immacolata concezione. Ora io che sono una ragazza molto acculturata so che il dogma dell'immacolata concezione è stato riconosciuto tale da papa pio non mi ricordo che numero intorno alla metà del 1800. E quindi prima non è che ci stava l'immacolata. Ma quello che mi chiedo è : perchè l'otto dicembre. La gravidanza della madonna è durata quindi un paio di settimane abbondanti? E San Giuseppe non solo ha dovuto credere all'opera dello spirito santo ma anche alla gravidanza lampo? O Gabriele l'ha avvisata l'8 dicembre per l'anno dopo in modo che mettesse le mani avanti con san giuseppe? Non so, questo dubbio tormenterà la mia giornata.

Non rispondetemi che Gesù non è manco nato davvero il 25 dicembre. La so benissimo la tarantella del solistizio d'inverno e il sincretismo e l'antica festa pagana, bla bla bla.

Ora mi vesto che si va a mangiare fuori tutta la famiglia unita. Niente Bar Cris oggi.

 

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mercoledì, dicembre 07, 2005 23:52

C'è gente che usa il mouse al contrario

Io non ero mai andata a fare un happy hour. Non sono mai stata a Milano d’altra parte. Oggi l’ho fatto in un di quei locali napoletani alla milanese. Quelli pieni di chiacchilli. Si quelli. Bene. Devo ammettere che è stata un esperienza deliziosa  Credo che potrei diventarne facilmente schiava. Soprattutto se ci si prepara la base in anticipo. La base è fondamentale per la riuscita della serata direi. Solo che ora non ho alcuna voglia di stare a casa. Ecco, me ne andrei a ballare. Camilla. Basta. Finiscila di scrivere post insensati quando stai tutta cromata. E’ che non posso andare a dormire. Perché se vado a dormire così e chiudo gli occhi poi vomito tutto.

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lunedì, dicembre 05, 2005 22:27

I problemi di una ragazza che vorrebbe essere un donna di classe


Che si fa se sei a una conferenza stampa  di quelle tutti seduti attorno a un tavolo e ti cola il naso e non hai un fazzoletto e manco i tuoi vicini hanno un fazzoletto?

A)    tiri su il moccolo con un vistoso rumore

B)     ti soffi il naso sulla manica del maglione

C)    ti alzi consapevole di avere tutti gli occhi puntati addosso e vai a prenderti un tovagliolo dal buffet

Sei a un buffet di un convegno. Stai parlando con un tipo quando ti accorgi che un friariello della torta rustica ti è rimasto incastrato tra il canino e l’incisivo

A)    Fingi di ascoltare l’interlocutore annuendo con aria convinta e intanto cerchi di rimuovere il broccolo con la lingua

B)     Ti infili con nochalance  un dito in bocca medito su che dovresti farti crescere l’unghia del mignolo

C)    Fingi un attacco di diarrea e corri in bagno

 

 Sei in un albergo per una conferenza. Lasci il cappotto al guardaroba. Sul bancone c’è una vistosa ciotola. Ti chiedi se si per le mance e non riesci a ricordare se in qualcuno dei tre galatei che hai letto a scrocco alla feltrinelli c’era qualcosa a proposito delle mance alla guardorobiera.

A)    Ti nascondi dietro a una colonna e non ritiri il cappotto fin quando qualcuno non lo faccia prima di te in modo da vedere se lasciano o meno la mancia

B)     Prendi il cappotto sorridi e dici grazie per tanto la guardorobiera ha il suo stipendio, tu no

C)    Pensi che forse lei sta facendo lo stage di guardarobiera allora le lasci un euro che rimpiangerai quanto ti troverai senza soldi per il Vanity del venerdì sera.

 

 

 

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lunedì, dicembre 05, 2005 22:03

Viaggi e miraggi

Tre ore di viaggio ogni giorno, due di treno, una di tram. Materiale per scrivere, dicono. Tempo per leggere, dicono. Spazio per pensare, dico. Sempre seduta dal lato del mare. Sempre con la sciarpa spruzzata di chanel n5 perché io sono multietnica ma gli zingari puzzano. Sempre col le cuffiette infilate nelle orecchie per sentirmi come in un video di brit-pop. Immagino i video delle canzoni, abbasso il volume ascoltando le conversazioni attorno a me. Faccio amicizia con le vrenzole napoletane che vanno a fare i servizi dalle signore e parlo male del governo col vecchietto. Il venerdì sera leggo Vanity Fair e il viaggio è più corto. Il treno del ritorno è il peggiore, ogni fermata un sospiro. Ogni sospiro un pensiero. Uno sguardo alle finestre illuminate ai lati dei binari, un occhiata al cellulare. E’ quasi Natale e nei riguardi luminosi degli immensi casermoni si accendono le luci degli alberi. Nostalgia di natali lontani (saranno mai esistiti?). Chiudi gli occhi e sogna.  Siamo solo a Torre del Greco. Un treno del ritorno ha senso solo se c’è qualcosa da ricordare e di cui sorridere al tuo riflesso nel vetro.

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