Il ventaglio: questo nuovo oggetto trendy.
Non sono le ballerine e neanche gli abitini a pois il nuovo trend dell'estate 2006. Per calcare l'onda del fashion la donna d'oggi non dovrebbe fai mancare nella sua borsetta un oggetto dal sapore vintage come il ventaglio. Un'accessorio da vetuste nonnine chiatte e accaldate? Vi spagliate di grosso, girl. Cacciate il vostro ventaglio da bancarella da dentro alla borsetta in treno, in tram, alla fermata dell'autobus senza timore. Ne trarra beneficio la tenuta del vostro trucco e il livello di guardia della vostra pressione.
( Perchè non è affatto da donna di classe buttarsi come una barbona nel treno del ritorno slacciandosi il cinturino dei sandali, alzando i capelli con una penna e sciosciandosi con gli inserti pubblicitari in cartoncino strappati da Cosmo. Ci manca solo che mi metta s sventgliarmi con l'orlo della gonna a cosce aperte come una vera vasciaiola seduta su una sedia di plastica a Calata Trinità degli Spagnoli. Ma per essere chic c'è bisogno di avere soldi per il taxi o condizioni metereologiche favorevoli ).
Della necessità di sette centimetri in più e della loro insostenibilità
Ci sono mattina in cui ti svegli e avverti la necessità di affrontare la vita con sette centimetri di sicurezza in più. Certe mattine che il morale si sta impiccando a un bonsai e allora ci vuole un supporto fisico. Soprattutto se questi sette centimetri sono rigorosamente rosa schoking con fiocchetto. Uguali uguali alle scarpette di Barbie. Quelle che perdevi sempre, E finisce puntualmente che i sette centimetri di sicurezza diventano sette centimetri di tortura e li abbondani impietosamente sotto la scrivania. Tanto da seduta sei alta uguale e al massimo puoi fare la passerella per andare in bagno. Ma qualcuno mi spiega perchè le scarpe quando le metti la mattina sono sempre comodissime e ti ritrovi la sera a grondare sangue? E cmq i piedi di Barbie erano naturalmente verticali, mica come i miei. Forse se ci costringessero fin da bambine a mettere i tacchi anche noi faremo i piedi verticali ( rigorosamente smangiucchiati. Perchè tutte le bambine mordicchiano i piedi delle Barbie?). Come il collo di quelle tipe africane che si mettono gli anelli. O i piedi piccoli delle giapponesi. Qualche anno di sofferenza in tenera età per una vita migliore nell'età della coscienza.
Sempre di domenica
La situazione è fin troppo tipica, converrete. Domenica pomeriggio. Fuori la canicola scende pesante Un pallone rimbalza in lontananza. Dentro il ronzio dell'aria condizionata. Buttata sul divano. La guaina isocell restringe il tuo giro vita di venti centrimetri. Abikingpro assicura addominali perfetti con cinque minuti di esercizi al giorno. Tutti ci vogliono far diventare più belli e più magri senza il minimo sforzo. Puoi continuare a mangiare come un porco e dimagrire con le pillole giorno¬te.
A ventisei anni i fianchi si allargano perchè il corpo si prepara ad accogliere un figlio.
Ma a 26 anni biologicamente sei già pronta da dieci anni ad accogliere un figlio. Secondo i racconti delle tue colleghe tra due anni scoccherà implagabile l'orologio biologico.
Gli hikikokomori sono dei giapponesi che si chiudono in camera e hanno contatti con l'esterno solo virtuali. Escono la notte per andare a fare la spesa al supermarket aperto 24 ore su 24. Accarezzi l'idea.
Ma c'è qualcuno che conosce la tua tendenza segreta ( avendo visto certe mie sere finlandesi di computer sigarette e latte e cioccolata) e ti porta fuori di forza.
C'è un cellulare che fa bip bip e un finestra in basso allo schermo che si illumina di arancione.
Maledetta domenica.
Di come si inganna la vita



Supermercato. Ho bisogno di una crema idratante per il corpo. Compro. Dove Intensive Gel Crema Trattamento Rassodante con estratti di alghe che stimolano il metabolismo cellulare e favoriscono l’eliminazione del grasso. Ne ho bisogno. Qualcuno ha osato dirmi che sono ingrassata e poi stamattina mi sono arrivate a casa le analisi del sangue. Ho il colesterolo oltre il livello di guardia ho bisogno di una crema che elimini il grasso. Strisce dolcestrappo con estratti di camomilla. Di queste ne avevo bisogno perché nono posso mica andarmene in giro con i baffi e i peli sotto l’ombelico. E convenivano. In offerta speciale a soli 6 euro e 80 con il trattamento fluido idradante al nettare puro di latte. E in omaggio 4 strisce speciali ginocchio. Anche se a dire la verità non è che io di peli sul ginocchio ne abbia tanti. E poi il deodorante che l’avevo finito. E mica posso spruzzarmi di chanel n 5 sotto le ascelle. Voglio dire. E una dream mousse bronzer. Ovvero terra abbrozzante cremosa. Ne ho bisogno. Tutti dicono che sono pallida. E io voglio un colorito luminoso e dorato. Poi ci sono i capelli. La settimana scorsa avevo comprato shampoo&balsamo di un fantomatico dott. Alberto solo perché erano alla panna e fragola e volevo capelli che odorassero di bigbabol. E ad aprire il tappo quella roba odorava davvero di big babol. Solo che poi non rimaneva nei capelli. E i capelli facevano schifo. Allora ho preso shampoo&balsamo al latte di vaniglia per capelli lunghi, districa e addolicisce. Perché odora di pastiera. Ma se poi i capelli non mi odorano di pastiera mi in cacchio. E poi Color Mask Blond Biopoint: colore e trattamento in cinque minuti per capelli biondo chiaro e chiarissimo. Ho bisogno di dare un colpo di luce al mio biondo. E boccettone formato famiglia di impacco rigenerante alle erbe.
Segue svenimento alla cassa.
Altri inganni: due abitini da casalinga, una a fiorellini, altro a pois, una maglietta a righe, una collanina con i peperoncini rossi di vetro, una collana che sembra preziosoa, un orecchino lungo con piuma. Due libri con copertina pop. Uno scaldacuore bianco in allegato a Top Girl a soli 3 euro e 90 in più.
La tristezza è costosa.
Mentre fuori è venerdì
Tra un paio d'ore i ragazzini di Napoli si troveranno all'angolo tra Piazza dei Martiri e via Dei Mille per l'aperitivo. Le ragazze con le faccie rosse del mare e i sandali alti che fanno male ai piedi e i ragazzi con le magliette rosa seduti a cavalcioni sui motorini.
Nunzia C ha tredici anni ed è incinta. Domani fa l'esame di terza media. Il papà è in carcere e il suo ragazzo fa l'ormeggiatore. Dalle foto sul Corriere del Mezzogiorno sorride nella cucina di forcella con un rossetto troppo rosso per la sua età.
A via Calabritto il suonatore di chitarra elettrica giamaicano sorride ai bambini e "Ti voglio bene, tengo fame", figura storica di Chiaia, continua a porgere il cappello.
Dentro.
Apertura di domani.
Non è successo niente
Ieri in Campania la signora Russo è andata a mare sfoggiando il suo bikini nuovo. Prima di uscire ha dato un'occhiata ai suoi buchetti di cellulite ha infilato un pareo nella borsa per passeggiare sul lungomare ed è uscita. Sulla spiaggia ha incontrata la sua amica, la signora Esposito, ha visto che era molto ingrassata rispetto allo scorso anno e ne è stata felice. Lei era comunque più magra. Insieme sono andate poi a mangiarsi un gelato.
L'ingengnere Caputo è tornato a casa e ha dato un bacio in fronte ai suoi tre figli biondi. La moglie gli ha detto "Bentornato a casa, amore" e gli ha messo davanti un piatto di tagliatelle al ragù, il suo piatto preferito. Oggi tutta la famiglia andrà tutta insieme all'acquapark.
La stagista a vita Camilla ha spento il computer, buttato tutte le carte in un cassetto, salutato tutti e ha comprato Vanity Fair dal giornalaio all'angolo. Tornata a casa ha fumato una sigaretta sul balcone guardando i ragazzi cantare dai motorini. Da un giardino lontano sale l'odore del gelsomino.
Crying at the discoteque
Sabato sera. Sei single. Hai 26 anni. Sei anche discretamente bellina. Che fai? Devi andare a ballare. Mi pare ovvio. Soprattutto se due amiche ti martellano di telefonate da venerdì mattina per farti firmare una solenne promessa in carta bollata e che no, non le darai la sola, e non, non resterai a casa in pigiama a righe a leggere io&te3msc prestato dalla tua cuginetta quattordicenne. Ok. Ok. Sabato sera si va al music a Postano. Mi raccomando Camy, ci ho fatto mettere in lista. Ok. Camy, sprizzante entusiasmo da tutti i pori appuntamento alle 10.45 alle 10.20 apre l’armadio. Poco da scegliere. Abitino bianco di pizzo nel più puro stile Positano, stivaletti col tacco basso perché a Positano si cammina, capello selvaggio e via. Prelevo quelle due battone e via. Con una che si fa accarezzare le gambe per mostrare i miracolosi effetti della crema cellulite ( e tu cominci a odiarla appena la vedi perché riconosci nei 40 cm di stoffa che ha addosso il vestito indossato al makP del I liceo. Dieci anni fa per tutte e due. Dieci chili in più per te. Per lei evidentemente no ) e l’altra che ci fa fermare a comprare i cioccolatini perché ha la pressione bassa e minaccia vomito. Andamo bene. Un’ora di blocco sulle curve per incidente dieci macchine avanti, Un’ora di giro per il parcheggio. Mezz’ora per scendere tipo 1.500 scalini. Arrivimo. La parte più bella è sempre la stessa. Entrare tutte e tre con passo deciso passando avanti alla fila e salutando il buttafuori. Cioè: Chi lo sapeva a quello. E’ Mary la tipa introdotta. Io mi accodo e faccio finta anche io di essere una ragazza introdotta. Primo sguardo. Solita marmaglia di veline con capello liscio e tacco 12. Ragazzi in camicia bianca e maglioncino celeste sulle spalle. Tutti molto posati. Perché qua stiamo al Music on the Rocks- Grotte dell’Incanto, mica all’ Old Dragon uscita tangenziale Licola. Devo bere. Vado dal barista. Sorrido. “Mi fai qualcosa da femmina?” ( è noto che per qualcosa da femmina si intende un bubbazzone fragoloso spumantoso e dolciastro. Rigorosamente rosa). Mi porge un bicchierone molto pink. “Questo lo offro io”. Funziona sempre. Intanto arrivano gli stranieri. Qualcuno mi deve spiegare perché le straniere vanno a ballare in infradito e short da spiaggia. Voglio dire. Non mi pare che in patria si vestano come delle barbone. Forse perché sono in vacanza e vogliono stare rilassate? Bah. Comunque siamo in ballo. Balliamo. Ora però. Se sei una ragazza carina e balli al centro della pista con due tue amiche di cui una con due tette fenomenali e l’altra specializzata in atteggiamenti lesbo-soft è chiaro che l’assalto è immediato. Per quanto più contenuto che in postacci tipo il Blumare. Voglio dire. Qua nessuno osa dirti “Ciao fata, ci possiamo conoscere”. Ti ballano vicino e ci provano. Ovvio. Altrimenti perché si va a ballare. Ora il mio problema è. Qualsiasi ragazzo che potrei minimante prendere in considerazione fuori in disco mi fa impressione. Comincio a vedere maniaci sessuali ovunque. E’ un attimo. E’ un attimo e un senso di irrealtà cala dalle luci blu sul soffitto e si sparge dagli amplificatori. Tutto viene avvolto da una cortina di squallore spessa tre centimentri. La voce del vocalist che lancia le compilation tra la folla, le mani che si alzano, i sederi che ancheggiano, gli ammiccamenti finti. E’ un degrado. Carne da macello venduta a 25 euro una consumazione. Voglio andare a casa. Sono ancora due ore. Due ore e altri 4 cocktail. Due ore e io come un robot. Due ore e poi fuori. Il momento più bello della serata. Sulla spiaggia. La luna rossa che tramonta. Fumiamo una sigaretta. Ci togliamo le scarpe e saliamo a piedi nudi. In macchina il nostro Morgan. Non un pensiero. Non al denaro non all’amore né al cielo.
Sognando Di Più...( diretto da Sandro Mayer)
Poi non sono fuggita con Emanuele. Al massimo avrei avuto qualche chance con il donatore dell'Avis che mi ha beccato prima che arrivasse sua Altezza. Ovviamente non gli ho saputo dire di no. Donare il sangue mi fa sentire come se avessi bevuto cinque bacardi-breezer. D'altra parte solo così si può spiegare il mio coraggio per missioni trash come questa.
Camilla va ai quartieri
Fu così che in una sera che si è finito di lavorare sul presto camilla va con la sua socia Giovanna F., amica di nastrini, ballerine e cialtronate varie, a prendere un aperitivo. Che si trasforma nella visita a casa di un amico sua "che abita giusto in una traversa di Via Roma". Ops, ma le traverse di via Roma sono i Quartieri Spagnoli nei quali , la sottoscrivente, sorrentina timorata, mai aveva osato avventurarsi. Tre metri è già vado nel panico. Le facce si cominciano a fare diverse, i motorini schizzano da tutte le parti, le signore a vedere passare due facce nuove si affaciano sulle porte dei bassi. Cumuli di munnezza agli angoli e una bellezza poetica. Non so se sentirmi nel libro di Giorgio Bocca o in una canzone di Gigi D'Alessio.
Int'e viche 'e sti quartiere
addo' nun esiste a scola,
nun ce trase manco 'o sole ma ce scete
l'addore do cafè,
che guaglione e' sti quartiere si ti a mettere
a ffà ammore nun ce vonno assaje denare
pecchè so diverse a te.
So troppo belle e sanno pure vestì
fotomodelle un po' povere
c'a' quinnicianne faticano già,
pecchè si vonno spusà.
( trad: dentro i vicoli di questi quartieri, dove non esiste la scuola, non ci entra neanche il sole ma ci si sveglia con l'odore del caffè. Le ragazze di qua se ti vuoi fidanzare con loro non è che ci vogliono tanti soldi, perchè loro sono diverse da te. Sono troppo belle e sanno anche vestirsi bene, come delle fotomodelle un po' povere che a quindici anni già lavorano per mettere da parte i soldi per sposarsi )
Dopo il momento musicale viene il momento culturale.
Conversazione tra me e l'amico di Giovanna F.
A. E' così tu vieni da Sorrento?
C. Già
A. La piana di Sorrento è sol...( parola che non mi ricordo) sorge su una colata di fumo che si è depositato con un overcraf ( o qualcosa del genere ) durante un'esplosione vulcanica
C. E quanto tempo fa?
A. 39.000 mila anni fa
C. E c'era già l'uomo?
A. Certo, le prime forme ominidi si fanno risalire a sette milioni di anni fa.
C. E chi erano? Gli osci?
A. No, gli osci vennero miglia e migliai di anni dopo.
C. E c'erano i dinosauri?
A. No, tra gli uomini e i dinosauri c'è un lasso di tempo di 60 milioni di anni.
Ho imparato tante cose stasera.
Appuntamenti regali
Domani, come preannunciato, vado da Emanuele Filbiberto che presenta la sua collezione di occhiali da sole. Ora i miei scopi sono
A) Farmi regalare un paio di occhiali che non si puuò vivere continuamente con gli occhiali da sole del marocchino a Via Roma di 8 euro perchè non ci hai mai i soldi per comprartene un paio veri
B) Farlo innamorare di m e, indurlo a lasciare Clotilde, sposarmi con lui con uno strastico di 35 metri retto da 8 damigelle vestite in diversi toni pastello e con davanti un bambino dai riccioli biondi che porta le vestite con addosso il vestito del Piccolo Lord Fanterloy. Io ovviamente con il diadema.
C) Nel caso fallisse la B farmi assumere come sua addetta stampa o personal assistant e passare la mia giornata a fare timbri di ceralacca sulle buste.
Ora, per raggiungere tali suddetti scopi, c'è bisogno di un look idoneo. Considerando che non arrivo al negozio con il taxi che mi viene a prendere a casa ma devo passare nell'ordine per treno tram 8 ore di lavoro camminata funicolare, cosa mi metto? Considerando anche che l'appuntamento è alle 18.30 e io esco da casa alle 8?
A) Abitino in voilè rosa con diadema in testa per dire sono pronta per te vai a prendere il cavallo bianco che ti aspetto all'imbocco della tangenziale a Via Cilea
B) Adidas e jeans di ordinanza per dire a me non interessa che sei un principe io resto me stessa perchè sono una ragazza vera vai a prendere il tuo yacht che ti aspetto al Molo Beverello
C) Tubino nero alle Adruey perchè dice Lina Sotis che così non si sbaglia mai e tu saria sedotto dalla mia raffinatezza ora però vai a prendere l'elicottero che ti aspetto sul terrazzo del mio ufficio.v
Nel caso dovessi fallire lunedì c'è Samule Bersani alla Feltrinelli, Stesso discorso, vestiti diversi.
Decadenza
C'è poco da fare, lo sguardo ironico sul mondo si è perso, il sorrisso dov'è? Sono ancora la stessa che tutti le dicevano " metti allegria"? Dov'è fuggita la capacità di far ridere? Le righe e righe di scrittura che da sole si stendevano nella mente? Non guardo più la gente per strada, non mi faccio più le foto da sola, non fotografo più ogni cosa che mi compro. Non mi tarocco con potosciòp, la notte non mi invento nuovi gagliardi abbinamenti, non mi modifico più le magliette. Non scrivo più autobiografie e incipit. Non sono più capace di tenere aggiornato un blog.
La Fornarina non produrebbe mai espadrillas
Prometto solennemente che mai e poi mai nella mia vita indosserò un paio di espadrillas. Le espadrillas sono un abominio della moda, l'antiscarpa, la peggiore calzatura che mente umana possa concepire. Fanno povera senza regalarti il sempre attuale stile "orfanella da romanzo di Dickens" ,fanno anni 80 senza fare glam as David Bowie, fanno sciatta senza darti l'aurea di "eroin-chic". Quest'anno si portano tantissimo e io non ho ancora visto una, dico una, a cui stiano bene.
Non ci sono più i venerdì di una volta
Quando si era piccoli il 2 giugno non esisteva. Il 2 giugno è una festa nuova, mi pare che abbiano tinto di rosso il giorno che io ero agli ultimi anni del liceo. Mi pare che sia stato Ciampi a inventarla. E allora pochi si ricordano che il 2 giugno è festa. Festa della repubblica. E noi siamo tutti repubblicani, vero? ( io però lunedì me ne vado alla presentazione degli occhiali da sole di Emanuele Filiberto di Savoia in un negozio a Napoli. Non sia mai detto che folgorato dalla mia innata regalità non mi regali un paio di occhiali da sole o meglio si innamori di me. Ma anche ilsuo addetto stampa va bene. Ce l’avrà un addetto stampa E. F.d. S ? minimo minino sarà un duca e io diventerà duchessa. Sarebbe pure ora ). In ogni caso. In ogni dunque. Io me la sono tirata di festa. I muratori no. E ciò mi ha molto irritato. Però dodici ora di cui nove filate me le sono fatte. Mi infilo un jeans vado dal giornalaio voglio in allegato un set di creme per il corpo a tre euro e 20 in più e un libraccio di chik lit che mi faccia passare il week-end. E un pago bancomati pieno da far strisciare in un centro commerciale glocale. Maledetto inutile week end. Come la birra senza alcool. Direbbe.