mercoledì, gennaio 31, 2007 18:25

Ore 16.03-Pensierino della pausa caffè

 

Dal balconcino fumatori.  Uffici, scuola, carcere. I tre livelli di reclusione.

Da ognuno sguardi ai rettangoli di cielo. Da ognuno boccate di fumo dalla finestra aperta sul tiepido irreale di un gennaio napoletano. Da ognuno nostalgia dei gabbiani.

Il giorno si comincia già a fare più lungo. Sul campanile del Carmine batte ancora il sole.

( “ e lontano lontano nel tempo ti ricorderai di un amore ormai troppo lontano…”)

Ore 19.50-pensierino da treno del ritorno

 

Hai sedici anni. E’ un’inutile mattina di gennaio in cui scrivi con la penna rosa all’amore della tua vita firmandoti con un fiorellino a cinque petali. La professoressa spiega l’ablativo assoluto e tu guardi fuori. Hai mal di pancia, vorresti urlare che non te ne fotte niente dell’ablativo assoluto e che la vita è altrove. Sogni piumone sonno e abnuliamento in una sorta di nichilismo precoce.

Hai ventisei anni. Un inutile sole si riflette sulle vetrate dei grattacieli. Apri di stramacchio file di word dove appunti aiku lavorativi. Ti hanno assegnato un incarico triste punitivo dequalificante. Avresti voluto urlare “io non lo faccio!”  sbattere i pugni sul tavolo e andar via pattinando lasciando i segni sul parquet. Hai solo abbozzato una mezza protesta, un timido “dovrò tralasciare i miei compiti” e aggrovigliato lo stomaco.

Oggi è andato via un altro para(in)subordinato come te. Uno che aveva i tuoi stessi occhi color ingenuità. Ti ha lasciato una palla di vetro con i brilantini da capovolgere tutte le volte che vorresti pattinare via.

Coi gomiti sulla scrivania di truciolato mi sono scesi giù gli stessi goccioloni grossi grossi di una sera di fine settembre mentre fuori si preparava il temporale ed ero io che regalavo i pupazzetti che c’erano sulla mia scrivania e fumavo l’ultima sigaretta delle sei e mezza con lui.

 

 

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lunedì, gennaio 29, 2007 13:26

Un paio di cose che ho scoperto di me negli ultimi due giorni.

 

  • Come già sospettavo sono una grande sciatrice. Decisamente sì. Voglio dire. Sono sbattuta a faccia a terra appena scesa dalla seggiovia che sembravo Massimo Boldi in Vacanze di Natale ma poi alla prima discesa non sono caduta. Ho solo urlato come una riposseduta e dopo essermi fermata non so come sono stata immobile per tipo un quarto d’ora per riprendermi dal cardiopalma. Molte bestemmie e molti chi t’è muort dopo ho fatto anche una discesa a slalom spazzaneve. In tutta la giornata sono caduta solo tre volte che mi sembra un’ottima media per il primo giorno. Ci ho messo venti minuti per rimettermi in piedi dopo ogni caduta invocando un carro attrezzi ma voglio dire…. In ogni caso rimettermi quelle scarpe da trekking e quel giubbino rosso mi ha fatto rivivere troppo il trauma dei tre mesi finlandesi dove ero obbligata a indossare solo quelli ogni giorno. Andare a ballare con le scarpe da trekking è un trauma che non si scorda facilmente.  E ho dovuto anche trasgredire al sacro giuramento stipulato sotto l'insegna di H&M da me e l’amica Alda F. in ritorno da quelle lande: “ Non indosseremo mai più nessun capo di abbigliamento in pile”.
  • Il tartufo mi fa schifo. Puzza di cane morto.

 

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martedì, gennaio 23, 2007 10:05

Esimiti da qualsiasi impresa che richieda l’acquisto di nuovi capi di abbigliamento”

 

 

Cosa fa  il sabato la postadolescente pretrentenne stressata oberata dal lavoro che vede la sua giovinezza andare alla deriva tra planning e riunioni in un posto dove non si sente valorizzata e dove la sa di non fare ciò che le viene meglio? Invece di starsene a casa a preparare spettacolari curriculum e portfoli per il lavoro dei suoi sogni il tipico esemplare di femmina stressata va a sfogarsi nel Grande Centro Commerciale dell’hinterland napoletano. Scopo dell’andata era comprare un paio di scarpe di ginnastica il cui possesso le avrebbe consentito di frequentare in pausa pranzo la palestra della femmina in carriera trentenne che non ha tempo la sera di andare in palestre sita al centro direzionale.

Voglio dire. Ci credete davvero che sarei stata capace di scendere la mattina alle sette con la borsa, staccarmi dal computer all’una e mezza correre in palestra cambiarmi fare la lezione farmi la doccia vestirmi e essere di nuovo in posizione alle tre ritornare a casa a orari imprecisati, tipo nove e un quarto, disfare la borsa, mettere la roba sporca a lavare, rinfilarci la roba pulita dentro? Io no. Non ci credo. Ma ci si poteva provare.

In ogni caso. Arriviamo al Grande Centro Commerciale Sportivo Tutto per Tutti gli Sport ( da qua in poi Gcc )

1)      Presa visione dello scaffale dei bubbazzoni sostituvi del pasto energetici proteici dieteci. Acquisto di numero sei di barrette al cioccolato da 88 calorie a barrette da mangiare quando non si ha tempo di mangiare. Ne ho mangiate due oggi. Fanno schifo. Non mi hanno saziato manco il quadrante inferiore destro dello stomaco.

2)      Sosta davanti alla parete con i roller. Io ho sempre voluto i roller! Sono una Grande Pattinatrice Inespressa! Proviamo i roller. Giro nel Gcc con i roller.  

3)      Presa visione del reparto scarpe da ginnastica. Le scarpe da ginnastica sono tutte brutte! E quelle belle costano 80 euri. E’ contro il mio codice deontologico spendere 80 euri per un paio di scarpe da mettere in palestra. E anche per un paio di scarpe da ginnastica in generale. Se poi spendo 80 euro per un paio di scarpe da ginnastica mi sentirei obbligata a metterle, e se sono belle magari ci prenderei anche gusto. E non se può fa. Credo che il mio paio di Adidas Stan Smith bastino e soverchino e faranno una splendida figura in palestra.

4)      Presa visione dei completino da palestra. Voglio spendere 5 euro per la maglietta e 7 per il pantalone. Non di più. Niente che rispetti le condizioni.  Ma i cinesi dietro al Vasto non le vendono le cose da palestra? Devo controllare meglio.  (  a proposito, ho comprato tre vestiti cinesi da 12 euro l’uno e mi fanno sembrare una femmina troppooo chic ). Acquisto di un pinocchietto viola di sette euro.

5)      Prova rimbalzo con tutte le palle in esposizione. Gara di canestri con un bambino. Persa clamorosamente.

6)      Arrivo all’angolo ginnastica ritmica. Il nastroooo! Io ho sempre desiderato il nastro! Come quello di Hilary o  Hilary che armonia Hilary! Acquisto compulsivo del nastro. Chi bambina non ha mai desiderato un nastro? ( per lo stesso concetto del desiderio infantile inespresso ) l’anno scorso mi comprai un violino cinese alla feltrinelli a  49 euri. Dopo due giorni sono saltate due corde. Non ho mai avuto il coraggio di portarlo da qualcuno a farle cambiare. Mi sputerebbero in un occhio, sono sicura. Qualcuno ha osato dirmi che quel violino è uno splendido posacenere ma intanto con lui mi sono fatta delle magnifiche foto ).

7)       Acquisto razionale di un cerchio con cui fare hula hop e restringere quindi il giro vita. Farà una vita di 58 centimetri con dieci minuti di esercizio al giorno.  Acquisto razionale di una corda per saltare ( scoprirà in seguito che è una corda per bambine e quindi troppo corta e mi posso anche arravogliarci dentro )

8)      Nella sezione Tutto per il Campeggio ( l’unica che non ho degnato di uno sguardo che io ho dormito una notte sola in tenda ed è un’esperienza che non voglio mai più ripetere in tutta la mia vita presente e futura ) un’illuminazione. “Che me ne faccio di un paio di scarpe da ginnastica se posso comprarmi i pattini? Me li porterò al Centro Direzionale e andrò a pattinare in pausa pranzo e la gente mi chiamerà “la ragazza bionda che pattina “ ( o anche “quella che non sta buono con la capa ) Mi sembra estremamente fattibile. Mi porterò una maglietta di ricambio e il pantacollant e mi cambierò le scarpe giù dal portiere. ( voglio dire, farlo in ufficio sul parquet nuovo e prendere l’ascensore con i pattini mi sembra troppo ). Sarà bellissimo pattinare sotto le torri dell’Enel e la gente mi chiamerà “la carolina kostner del centro direzionale”.

9)      Prova di tutti i pattini esposti con sgommate nei corridoi. Acquisto dei più economici recanti la scritta “adatti per le adolescenti che si avvicinano allo sport”. Tutte le ragazzine del Gcc cominciano a provare i pattini con me. Già mi vedo lancerò un nuovo trend e tutte le vrenzole dei call center mi verranno dietro. Sarò la Forrest Gump dei roller. Si si si…

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giovedì, gennaio 18, 2007 11:07

Chissà se gli errori del passato sono ancora adesso in garanzia...

 

Io ogni tanto mi ricordo di dover saldare ancora i debiti formativi di matematica, latino e greco. E ogni tanto sogno che qualcuno se ne ricorda e mi fanno fare l’esame di recupero sull’ablativo assoluto, le equazioni di secondo grado e una versione di Erodoto. X è uguale a più o meno b alla seconda per radice quadrata di …? Non saprei neanche cercare un verbo sul Rocci. Come si fa? Si tolgono i prefissi o i suffissi? E quell’omicron davanti che stava a dire? Il passato? E io non supero l’esame. E allora mi bocciano. E mi tolgono il diploma. E insieme al diploma anche la laurea. Torna indietro alla prima casella.

Quanto roba ho lasciato in sospeso? Non ho ancora non ho ancora intervistato quel tipo sul digitale terrestre corretto tutti gli errori di battitura nella tesi di laurea,  non ho ancora dato quella lettera d’addio a quel ragazzo lasciato un anno fa. Debiti formativi con l’eternità.

E si va avanti così. Carichi di lavoro che starei a posto da qua alla pensione. E tra una voce e l’altra nel plannig xsl stampato e azzeccato con lo schotch sul muro divisorio di plastica invece di aggiornare il blog studio i piani di accumulo proposti dalle banche per costruirmi una pensione integrativa.

Sky line plumbea.

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venerdì, gennaio 12, 2007 11:53

Le borse sotto agli occhi sono un'espressione d'arte

Da oggi in poi ricordarsi ogni mattina di premere sugli occhi un cucchiaino tenuto in frigo tutta la notte.
( Diego dalla Palma docet )

 

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mercoledì, gennaio 10, 2007 20:40

Prima di riprecipitare nel sonno antistaminico

 

Situazione. Mega riuonone sulla finanziaria 2007.

Prendo appunti e cerco di assumere un’espressione assertiva e proattiva.

A un certo punto l’avvocato: “Dottoressa, si pulisca il naso”.

 

Ed eccoci qua a combattere con il mostro della palla dei fazzoletti sporchi anche quest’anno. C’è un modo per coniugare raffreddore ed educazione? C’è un modo per soffiarsi il naso senza farsi sentire fino a Piazza Garibaldi? C’è un modo di non farsi dire frasi come: “Cami, scusa, potresti togliere quei fazzoletti da sotto al cuscino che a me fanno un po’ schifo?”

 

E vogliamo parlare di quando hai finito i fazzoletti e allora devi cominciare a soffiarti con il rotolo asciugamani e la sua tessitura leggermente zigrinata e la sera ti ritrovai con un naso che lo potresti anche piazzare sopra un incrocio a via marina…

 

C’è una soluzione a tutto ciò che non sia infilarsi due tampax nel naso?

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lunedì, gennaio 08, 2007 09:52

Come back

Buongiorno e bentrovato a tutto il gentile pubblico in ascolto. Lunedì mattina primo giorno di lavoro dell'anno. ( circumvesuviana e ipod scarico ). Mi sveglio all'ora in cui sono andata a dormire nell'ultima settimana. Bentrovati ai grattacieli dell'Enel e alle loro ascensori. Bentrovato al caffè della macchinette. Buoni propositi già caduti nello scarico con un delizioso rumorino. A parte quello di vivere di più e scrivere di meno.  Mi sembrano passati tre mesi da quanto stavo a frignettare alla vigilia di Natale prima della completa dissoluzione delle ultime due settimane.
Qua il post su Madrid che avrei scritto io.  Con una sola aggiunta. Gli spagnoli sono dei gran sozzoni.

 

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