lunedì, maggio 19, 2008 10:44

Gomorra on the sunnyside of the coast

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Uscendo dal cinema la prima cosa che mi viene è in mente è la poesia che apre “Se questo è un uomo”, imparata a memoria alle scuole medie. “Voi che  trovate tornando a casa la sera cibo caldo e visi amici”. Noi che torniamo nelle nostre case lontane una costiera dalle vele, noi che abitiamo in posti dove si porta il sabato sera la femmina a fare la passeggiata, quando si vuole fare bella figura. Posti puliti,  al massimo qualche vetrina di negozio con lo schotch della Guardia di Finanza sopra e la scritta “chiuso per riciclaggio”. Il cui massimo del brivido per la gioventù locale è andare a pigliare il fumo dal Gemello a Torre, versione Lego di Scampia.

Eppure sabato sera, mentre andavamo a ballare nel posto fighetto e superselezionato ci sentivamo la stessa canzone con cui comincia il film “la macchina 50 che figata, tuo padre finalmente l’ha comprata..”

Eppure agli angoli delle strade abbiamo le stesse statue di Padre Pio a braccia aperte per accogliere non si sa bene cosa e la corona di fiori sotto che appassisce nella calura del pomeriggio pallido e assorto.

Eppure tutti, tornando a casa, abbiamo costeggiato vie colorate di sacchetti di rifiuti, accatastate nelle curve come balle di paglia per un rally.

Nel cinema ieri sera non c’era un posto libero. Roba che manco Titanic. I ragazzi qua in ufficio manco ci sono riusciti ad andarlo a vedere, chiamando un’ora prima per i biglietti. Ragazzine con le converse, signore con le perle sottobraccio al marito.

Forse erano le stesse che sabato scorso si sono presentate in libreria chiedendo “ce l’avete quel libro che ha scritto quel pentito della camorra che ieri stava da Mentana?”  . Sguardo perplesso della commessa. “ Un ragazzo giovane, con la barba, senza tanti capelli..”  Signora, per caso questo qua? ( mostrando il retrocopertina )  “Sì, sì proprio lui!”

Le stesse persone che hai visto per due anni di circumvesuviana con la copertina nera e la scritta fucsia in mano. Gente che forse a casa ha Gomorra, la Divina Commedia versione scolastica e Frienn Magnann.

Perché abbiamo letti tutti, ma dico tutti, Gomorra? Perché stiamo andando a vederlo tutti in massa?

E sufficiente dire: “ a tutti piace leggere di se stessi e di quello che ha attorno, del panorama del porto che ogni giorno vede dal porto di Napoli, delle fabbriche ai lati dell’autostrada che imbocca ogni fine settimana, delle canzoni che sente ‘tanto pe’ parià””?

No so, la ragazzina di 12 anni con le converse e la signora con le perle intanto vivono la stessa sensazione di sdegno mista a fascinazione del male, di quello che sembra esserci così lontana, eppure ci è così vicina, in mille piccoli contatti quotidiani, da quando ci compriamo la maglietta a sei euro al centro commerciale dell’area nord di Napoli a quando ridiamo guardando i video dei neomelodici su Youtube.

E il bivio di Miano mica è tanto lontano dalla Feltrinelli di Piazza dei Martiri, dove tutte noi, ragazzine ripulite e dall’accento straniero ci siamo comprate la nostra consapevolezza estetica e compiacente a 12 euro e cinquanta.

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Commenti
#1   19 Maggio 2008 - 15:22
 
sì gross'. Bianca
utente anonimo

#2   19 Maggio 2008 - 21:31
 
il miglior post da un pò a questa parte...cmq sia, al più presto me lo vado a vedere pure io...
utente anonimo

#3   21 Maggio 2008 - 00:48
 
Stai sempre annanz :°D

Solo che non ho capito la tua .. insomma, che ci dici di questo Saviano's movie?
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#4   21 Maggio 2008 - 09:51
 
gomorroidi.
utente anonimo

#5   21 Maggio 2008 - 18:06
 
Ciao.Ho scoperto il tuo blog un po di giorni fa.O meglio ho scoperto il tuo primo blog,quello del periodo dell'erasmus.E me lo sono letta tutto.Ora ho deciso di lasciare un commento su questo post perchè lo trovo veramente sentito.E perchè mi piace come scrivi.Brava.Se mi ci impegno recupero i 4 anni di tempo perduti e me lo leggo tutto anche questo.
Per la cronaca, sono capitata da te cercando su google, la telepromozione di piegaflash.in assoluto la mia preferita.
Bacio
Luisa
utente anonimo

#6   21 Maggio 2008 - 20:13
 
io non l'ho letto il libro...
ce l'ho ma non l'ho letto! e non lo so il perchè... io, che divoro qualsiasi cosa!
il film non voglio andare a vederlo... ma ci andrò per far piacere al mio ragazzo!
perchè faccio così? non lo so, di certo non è per il piacere di avere le fette di prosciutto sugli occhi!però alla fine non credi che saviano abbia raccontato cose che non sapevamo già tutti??
il post mi è piaciuto tantissimo cmq!!!
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#7   21 Maggio 2008 - 21:44
 
Io penso che tutti libri e anche tutti i film in un modo o nell'altro raccontino cose che già sappiamo. La loro grandezza o meno è descrivercela facendoci incantare come se già non lo sapessi o come se quelle parole e quelle immagini dessero forma concreta a pensieri indefiniti che però già avevamo. Non credo proprio che dopo aver visto il film resisterai all'idea di leggere anche il libro.
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#8   21 Maggio 2008 - 23:00
 
Bel post, davvero bello. Ho letto da poco Gomorra (che mi ha sconvolta nemmeno parlasse di fantascienza) e non riesco d immaginare come abbiano fatto a tirarci fuori un libro. Comunque son curiosa, andrò.
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#9   22 Maggio 2008 - 01:12
 
Ciao:) comunque ti perdono il fatto che canti le canzoni in sala,in virtù di quel post fantastico sui nick di messenger:) Bello anche questo su "gomorra"

Saluti:)
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#10   26 Maggio 2008 - 21:25
 
Il tuo encefalogramma è ancora morbido e sinuoso. Ne sono felice...

Baci :***

(bella la cosa della monnezza e delle balle dei rally)
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#11   26 Maggio 2008 - 21:37
 
Io l'avevo lasciato, ma se lo sono fottuto :(
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#12   27 Maggio 2008 - 11:01
 
io aspetterò di vedere il prossimo... gomorra vs. saw, produzione italo-hollywoodiana, con denzel washington e leo gullotta.
utente anonimo

#13   27 Maggio 2008 - 12:17
 
bello, vedere che sei ancora vivo? ( e se la foto è attuale, pure dimagrito..)
Cosa avevi lasciato e si sono fottuto?)
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#14   27 Maggio 2008 - 21:00
 
ehi ci sono anch'io, non scrivo sempre ma leggo, cami hai una grossa responsabilità.
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#15   03 Giugno 2008 - 10:33
 
Io "Gomorra" (il libro) lo mollai a metà (fatto più unico che raro) per protesta.
Data la materia, mi ha infastidito l'ambiguità del genere: non mi è sembrato intellettualmente onesto che Saviano si ritagliasse quel ruolo pseudo-eroico da "eletto alla conoscenza e all'esplorazione del male" romanzando cose che in buona parte sapevamo tutti.
Certo, l'ha fatto sapientemente, e comunque a partire dalla sua esperienza di reporter, eppure l'operazione letteraria mi è sembrata un po' furbetta. Mantenersi in bilico tra la fiction e il reportage giornalistico gli ha permesso molte libertà narrative, e gli ha dato quell'aura quasi leggendaria di cui gode adesso.

Beh, comunque prima di andare a vedere il film, credo proprio che finirò il libro.

A.
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